La Croazia non è in vena di regali: Islanda ai saluti

Il miracolo degli ultimi Europei non si ripete, unico sorriso l'illusorio pari contro l'Albiceleste

Andrea Bonso

Anche ieri sera contro l'Islanda, la Croazia ha dato l'ennesima dimostrazione di non essere semplicemente un'outsider, ma addirittura una possibile candidata alla vittoria finale. Ormai la squadra di Dalic non si può più nascondere: ha vinto a punteggio pieno un girone molto complicato, segnando sette gol e subendone appena uno, su rigore. In più, gioca molto bene e può contare su quello che, per ora, è forse il migliore del torneo: Luka Modric.

Anche a Rostov, infatti, la Croazia si è resa protagonista di una buonissima prestazione, nonostante avesse già in tasca il pass per gli ottavi. Proprio per questo motivo, Dalic ha fatto addirittura nove cambi rispetto alla vittoria di giovedì con l'Argentina: in campo dal primo minuto solo Modric e l'interista Perisic. Eppure il risultato non è cambiato, a sottolineare quindi che la nazionale croata ha anche una panchina di primo livello. Una vittoria inoltre a forte tinte italiane, dato che è stata decisa dalle reti di Badelj e Perisic.

Per la seconda volta da quando ha ottenuto l'indipendenza nel 1991, la Croazia raggiunge gli ottavi di finale di un Mondiale. La prima volta fu vent'anni fa, quando a Francia '98 chiuse con un clamoroso terzo posto. Era la Croazia trascinata dai gol di Davor uker, una squadra che sorprese il mondo. Ora, come quella del 98, anche la nazionale di Dalic ha tutte le carte in regola per fare grandi cose in questo Mondiale.

L'Islanda è invece la seconda europea, dopo la Polonia, a salutare il Mondiale. Non è bastata, infatti, ai ragazzi di Hallgrimsson una partita di grandissima intensità: la sconfitta li ha condannati all'eliminazione, nonostante abbiano dimostrato di essere ormai una nazionale matura. E pensare che alla fine (prima del 2 a 1 di Perisic), l'Islanda si è trovata ad un solo gol di distanza per centrare un risultato che sarebbe stato storico, non solo perché gli avrebbe permesso di passare il girone alla prima partecipazione ad un Mondiale, ma anche perché avrebbe clamorosamente sbattuto fuori dalla competizione l'Argentina.

Per gli islandesi, però, ha pesato come un macigno soprattutto la sconfitta contro le Super Eagles alla seconda giornata, gara che hanno sbagliato completamente. Onore, comunque, ad una squadra che rappresenta una nazione di appena 340.000 abitanti, la nazione più piccola che abbia mai partecipato ad un Mondiale.