Crocevia di dolore: Schumi meglio, Bianchi peggio

Schumi sta meglio. Lo ha detto Jean Todt, praticamente un altro padre per Michael. A questo punto è certo. Che sia il miracolo nascosto nell'ossessione della famiglia per la privacy di cui abbiamo spesso parlato? C'è solo da augurarselo. Dopo le operazioni al cervello seguite al terribile incidente sugli sci del dicembre scorso, i troppi silenzi che avevano accompagnato la lotta di Schumacher per uscire dal coma e tornare a chiamare vita la vita, potevano essere interpretati in due modi opposti. Il primo, il più plausibile e terribile perché suffragato da scarni comunicati dell'entourage che parlavano di piccoli segnali: respira da solo, è uscito dal coma, forse riconosce, forse no, comunque non si muove. Questo il sunto di mesi. La seconda interpretazione, la più bella e improbabile, quella che ora sembra persino la più vicina alla realtà: l'ossessione degli Schumacher per la privacy potrebbe essere stata talmente forte da spingerli a proteggere oltre misura il malato. Che magari, da tempo, sta meglio di quel che viene fatto trapelare.

«Penso che Michael possa vivere una vita relativamente normale entro un breve periodo di tempo». Così Todt, ex capo della Ferrari ai tempi di Schumi e ora presidente della Fia, in una dichiarazione rilasciata qualche giorno fa al network belga Rtl. «Sta combattendo - ha aggiunto dopo avergli fatto visita -. La sua condizione migliora ed è molto importante».

Frasi, queste, che vista la riservatezza di Todt, hanno grande peso e avvalorerebbero la seconda chiave di lettura data alle poche notizie trapelate sul malato in tanti mesi. Notizie che proprio in queste ore, potrebbero essere di conforto alla famiglia Bianchi (anche Jules è molto vicino a Todt visto che il figlio Nicholas è il manager). Lo sfortunato pilota francese è in fin di vita dopo l'incredibile schianto sotto una gru nel Gp del Giappone. Ieri, sono arrivati all'ospedale di Yokkaichi il professor Saillant, già medico di Schumi, e Alessandro Frati, il primario di neurochirurgia della Sapienza mandato dalla Ferrari. Nel primo comunicato della famiglia si parla di «danno assonale diffuso». Il direttore della Neuroriabilitazione al Santa Lucia di Roma, Marco Molinari, spiega che «un danno assonale diffuso è un problema molto grave... si va da una banale perdita di memoria a uno stato di coma irreversibile».

Da domani il Circus sarà a Sochi, prima volta della F1 in Russia. Todt ha voluto che la Fia aprisse subito un'inchiesta, chiedendo al direttore di corsa Whiting una relazione precisa sugli eventi di Suzuka e la gru in pista. Sembra che il capo della comunicazione Fia ai Gp, Matteo Bonciani, sia già al lavoro per fare in modo che fin da domani Whiting, o chi per lui, possa fornire ai media tutti i dati relativi a quei tragici minuti. A Sochi è atteso lo stesso Todt. Soprattutto, si spera in buone notizie dall'ospedale di Yokkaichi. In fondo, quelle su Schumi fanno sperare per Jules.