Damiano in TOURnée

Un po’ d’Italia: ne ho un gran bisogno. Ne ho una gran voglia. Oggi si arriva a Prato Nevoso, per quanto riguarda la gara cerco di dire poco e fare poche promesse. Quello che conta, per un corridore come il sottoscritto, è pedalare, tanto e con profitto.
Per quanto riguarda la tappa posso anche dire che sarà una grande tappa, perché ci sarà da penare per 183 chilometri: mica pochi dopo quindici giorni di battaglia e ormai con le forze che cominciano a venire meno. Ci sarà da scalare il colle dell’Agnello, che non è come dirlo, non è certamente una passeggiata. Con i suoi 2.744 metri è uno dei Giganti del Tour, non il più alto, perché quello lo affronteremo martedì, nella tappa che arriverà a Jausiers: prima del traguardo scalata della Bonette, che con i suoi 2.802 metri è la cima più alta d’Europa. La cima più alta perché i francesi, che vogliono essere sempre i più, hanno fatto costruire un pezzetto di strada apposita, per far diventare la cima più cima di tutte.
Torniamo però a oggi, e a Prato Nevoso. L’Agnello, dal versante francese, sviluppa 21 chilometri al 6,5% di pendenza media, con una punta del 9,5% nel villaggio di Fongillarde, al sedicesimo chilometro di salita, da dove si gode una vista splendida sull’Izoard: qui gli scalatori veri possono fare davvero male. Quella di Prato Nevoso, che sono andato a provare quindici giorni prima del Tour, è una salita che pare abbordabile, ma diventa molto temibile e di difficile interpretazione. È dura all’inizio e a un chilometro dalla fine, meno esigente nella parte centrale. Dicono che potrebbe essere una tappa per me, ma io li lascio dire...

Video che ti potrebbero interessare di Sport