Damiano in TOURnée

S ia ben chiaro, in questo Tour sto soffrendo troppo e non vado come avrei voluto, ma questo per me è un Tour alla Fantozzi con tanto di nuvoletta sulla testa. Non me ne va dritta una. Anzi, vado dritto per terra e basta. Ormai colleziono minuti e cadute e quando non cado c’è un inconveniente che viene in soccorso per rovinarmi la giornata.
Ieri mattina la nuvoletta l’abbiamo avuta tutti: scrosci di acqua come se fossimo finiti improvvisamente sotto la doccia o in mezzo ad una bufera marina. Non si vedeva nemmeno più la strada. Passata la bufera, lungo la discesa del Colle dell’Agnello sono stato letteralmente tamponato da Oscar Pereiro, certamente più sfortunato di me: lui è caduto pesantemente e si è rotto il polso sinistro, io ho dovuto fare l’equilibrista per non finire per terra, ma l’ho vista brutta.
Come se non bastasse, nella rotonda che ha mandato per aria una ventina di corridori, ci sono finito anch’io: botta al ginocchio. Forse è il caso che vada a farmi benedire.
Avrei voluto fare una grande tappa, ho fatto lavorare tanto la squadra, perché a Prato Nevoso c’erano tanti italiani che meritavano di vivere una bella giornata di sport e spettacolo, invece non ce l’ho fatta e la cosa mi dispiace enormemente.
L’unica notizia positiva arriva da casa, nel senso che Margherita e Ludovica sono venute a trovarmi a Fossano, dove oggi vivrò il giorno di riposo. Ci sono anche mamma Annamaria e Papà Enzo: loro sono venuti in camper. Avevo voglia di vederli, avevo il bisogno del loro conforto. Siamo corridori, abituati a tutto, ma dopo un po’ anche la sopportazione viene meno, e un po’ d’aria di casa non mi può che far bene. Il ginocchio, invece, un pochino mi fa male...

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