Damiano in TOURnée

Sono in debito. I miei tifosi, e voi tutti avete nei miei confronti un credito di passione. Lo sapevo, diciamo che lo temevo: la tappa dell’Alpe d’Huez sarebbe stata per me troppo dura. Nella testa avevo ancora le immagini della mia cavalcata del 2006 assieme a Frank Schleck, ma la condizione di quest’anno non è nemmeno da paragonare a quella di allora. Ho cercato di tener duro, di non gettare alle ortiche tutto. Nel ciclismo, come nella vita, l’importante è andare avanti, porsi nuovi obiettivi e lavorare con umiltà pensando che arriveranno - e sono sicuro che arriveranno - giorni migliori.
Ieri ho corso tra due ali di folla festante, molti di questi erano miei tifosi. Li ho sentiti, e mai come ieri li ho sentiti vicini, perché non c’è nulla di più bello che sentire l’incoraggiamento di chi ti stima, di chi ti vuole bene, anche e soprattutto quando le cose non vanno come dovrebbero.
C’erano tanti componenti dei miei fans club d’Italia. C’era il presidente Andrea Trabucchi, che ha anche pedalato in mattinata (assieme a Sergio) per quattro ore su quelle strade. È andata male, ma da oggi proverò a inventare qualcosa. Non sarà facile, ma è giusto provarci. Per tutti voi.

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