Damiano in TOURnée

C ome una mummia. Come una mummia, bendato sulle mani e sui gomiti, sul mento e sul costato, sono tornato a casa. Come una mummia in verità mi muovo. Ieri però mi è andata di gran lunga meglio: sono tornato a casa in macchina. Sono partito in ammiraglia con Umberto Inselvini alle 8.20. Quasi 600 chilometri di strada: dopo tanti giorni di bicicletta, la macchina mi è sembrata davvero la scoperta del secolo. Attorno alle due ci siamo fermati in un ristorantino sulla Milano-Bergamo: un boccone con Beppe Saronni, il grande capo, il team manager della squadra. L’incontro mi ha fatto un gran piacere e ancor più piacere mi hanno fatto le buone parole che sono state scritte un po’ su tutti i giornali.
Poi con Umberto ho proseguito verso Bergamo: lui è andato a casa, io ho proseguito il cammino con Margherita, mia moglie, che mi è venuta a prendere e assieme siamo andati a Villafranca di Verona, dove abbiamo l’altra casa. Perché non sono andato a Cerro Veronese? Mummia come sono, Villafranca è più comoda. Per qualche giorno dovrò fare dentro e fuori dall’ospedale. Anche se già oggi voglio tornare in bicicletta.

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