Damiano in TOURnée

D ue ore in bicicletta. Ve l’avevo detto e l’ho fatto. Non è stata una passeggiata, all’inizio. Appena salito in sella facevo fatica a tenere anche il manubrio, poi pian pianino mi sono scaldato e abituato. Con me Margherita, mia moglie, che mi ha scortato in auto: meglio essere prudenti. Viaggiavo davvero un po’ al buio, senza sapere quanto sarei riuscito a fare. Mi è in ogni caso servito, per ritornare a pedalare, a fare un po’ di fatica, un po’ di esercizio.
Nel pomeriggio mi sono visto il Tour: ho sbagliato il pronostico. Ero convinto che Cadel Evans ce l’avrebbe fatta, e dire che dovrei sapere che una cronometro, dopo tre settimane di corsa, è adatta a chi ha ancora energie nelle gambe e non a chi è uno specialista del cronometro. Vabbè, sbaglio anche i pronostici: non è proprio il mio Tour.
Non sbaglio invece a ringraziare Marco Lombardo, il capo della redazione sportiva de Il Giornale. Ieri, come tutti i giorni, Margherita ha comprato il nostro giornale e io in tutto relax ieri pomeriggio me lo sono letto con calma. Grazie davvero per le belle parole, grazie per il sincero augurio e per tutto quello che c’è stato e quello che ci sarà. Ho diversi motivi per mettercela tutta: ora ho anche questo.

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