Il derby dei due Roberto ha lo sfondo azzurro

Un convitato di pietra per Inter-Bologna. È Antonio Conte che lascerà la panchina della nazionale dopo l'Europeo per allenare il Chelsea. In realtà stasera a San Siro il commissario tecnico ci sarà in carne e ossa a guardare la sfida tra i due papabili successori. Mancini contro Donadoni, la sfida tra i due Roberto. Da copione entrambi dribblano il futuro. «Gli stimoli per restare ci sarebbero comunque anche senza Champions», dice Mancini. Gli fa eco Donadoni: «Un derby per l'Italia? No, con il presidente abbiamo già discusso della nuova stagione». E per loro non è una sfida «normale»: il Mancio sfida quei colori che l'hanno fatto diventare grande. Per Donadoni invece riecco l'aria di quel derby vissuto con il Milan. Il Roberto nerazzurro non nasconde le insidie perché i rossoblu hanno già beffato il Milan a San Siro. Ma in tempo di Quaresima esclude particolari «fioretti» per centrare l'obiettivo. Un passo alla volta, quindi allo scontro diretto con la Roma ci penserà da domenica. Icardi ritrova quel Bologna a cui ha già segnato all'andata con tanto di sfogo. Punto più basso del rapporto col Mancio che spegne le voci sull'addio di Maurito e poi avvisa un altro ct, Dunga del Brasile, presente stasera: «Miranda non può fare anche le Olimpiadi». Quindi un'altra frecciata a Ljajic: «Si allena male quando pensa di non giocare, altrimenti fa benissimo». Quindi gli alti e bassi della squadra: «Dobbiamo ancora crescere. Siamo una squadra giovane». Invece l'Inter stasera festeggia il compleanno numero 108. Tra le varie iniziative come raccattapalle ci saranno le ragazze della squadra femminile categoria 2003-04. In tribuna Erick Thohir, con un bilancio dal vivo di sei vittorie in ventidue partite. Trend da invertire per spegnere con il sorriso le candeline.Davide Pisoni