Il derby dell'Olimpico scivola nell'anonimato

Per la prima volta dopo 172 stracittadine si gioca di lunedì. In palio solo un posto in Europa League, ma per i giallorossi conta un po' di più

Roma - Mai come negli ultimi anni il derby della Capitale (sarà il numero 173, 140° di campionato, e per la prima volta dal 1929 andrà in scena di lunedì) scivolerà via nell'anonimato. Non certo a Roma dove lo stadio Olimpico presenterà un colpo d'occhio eccezionale (attesi 60mila spettatori), ma fuori dal Raccordo Anulare non avrà l'appeal di altre stagioni. In palio non c'è uno scudetto come agli inizi degli anni 2000 e nemmeno un piazzamento in Champions, ma solo un posticino nella Coppa europea di scorta.

Divise da tre punti, in pratica quelli guadagnati dalla Lazio all'andata, giallorossi e biancocelesti non possono più perdere terreno in campionato. Ma è sicuramente la Roma a giocarsi qualcosa di più e non è solo una questione di supremazia cittadina: in ballo c'è il futuro di un allenatore (Andreazzoli) che di derby ne ha fatti 10 da secondo, e che ancora non si è guadagnato la riconferma; quello di molti calciatori importanti (da Osvaldo a Pjanic passando per il pur «blindato» De Rossi); quello di un club che sotto l'insegna a stelle a strisce deve ancora trovare la sua identità. Non è un caso che proprio in questi giorni il patron James Pallotta sia accorso a Roma per rassicurare capitan Totti sul rinnovo del contratto e la tifoseria sul progetto americano, dopo lo scivolone del presunto sceicco. «Vincete il derby», così ieri a Trigoria ad Andreazzoli, che però ha dichiarato come «un pari non sarebbe una mezza sconfitta, dipende da come arriva...».

Dal canto suo, la Lazio pensa forse più all'appuntamento di giovedì con il Fenerbahce, che aprirebbe le porte delle semifinali di Europa League. E comunque a Formello di ribaltoni o smobilitazioni non si parla. «Non firmerei mai per un pari, in estate non eravamo sulla mappa dei candidati per l'Europa, mentre la Roma era valutata nel modo giusto per competere in campionato, ora posso essere orgoglioso dei miei», così il tecnico, esordio con vittoria nel derby. E allora occhio ai «vecchietti» Totti (la sua doppietta ha siglato l'ultima vittoria giallorossa nel 2011, 4 derby fa) e Klose, sempre protagonista nelle stracittadine con gol e rigori procurati.