Il derby lascia lo scudetto a Juve-Napoli

di Tony DamascelliG ioco a due. Napoli e Juventus, come ai tempi belli di Platini e Maradona è megli'e Pelè. Non si vedono o intravvedono altre molestatrici, il derby di Milano ha scaldato anime e corpi nella cerchia dei Navigli: rilancio del Milan, un buon Milan, e ricaduta dell'Inter che è un album di preziose figurine ma non di figure, eventualmente di figuracce del suo allenatore. Su Roma e Fiorentina le solite notizie, un giorno carnevale, un altro quaresima, trovare equilibrio e costanza sembra l'impresa più difficile.Campionato storto perché se la Juventus infila dodici vittorie consecutive significa che chi stava davanti è andato in crisi di ossigeno, oltre che di football. E dire che la squadra di Allegri è sotto media punti rispetto all'anno scorso, avendo buttato in mare l'avvio di torneo mentre da Benitez a Sarri è stato come passare dalla notte al giorno, dove la fama non serve ma la fame aiuta, eccome. Higuain e Dybala sono i decoder per comprendere le fuggitive, se hai due così in attacco allora anche il resto della camerata si esalta e trova fiducia. Sarri ha sempre di più la faccia da identikit, la montatura delle lenti e il tono basso della voce accentuano il suo essere diverso dagli uguali, la tuta al posto del cachemire non c'entra (Giagnoni e Mazzone così si addobbavano), poi conta il campo. Il Napoli non erutta lava ma esprime un calcio di assoluta sostanza, uno per tutti e tutti per uno soltanto, sempre el Pipita. In attesa di sventolare il tricolore entrambe sono chiamate a un paio di appuntamenti, sabato 13 di febbraio, a Torino, sfida diretta, subito dopo Europa league per il Napoli e Champions per la Juventus, molto potrebbe dipendere dai risultati contro Villarreal e Bayern, roba diversa, ok, ma con effetti analoghi sulle gambe e sulla testa. Napoli e Juventus solitarie, comunque, sono quelle che stanno praticando il football di maggiore sostanza, senza sparare alla luna. Posso prevedere quello che accadrà il giorno prima di san Valentino, Torino è la città più napoletana d'Italia, qui i meridionali non vengono chiamati terroni (come a Milano e resto del Nord) ma napuli, dunque sarà il vero derby, come uno Svizzera-Italia da pane e cioccolata dei bei tempi. Tutto quello che sta dietro le due non interessa, fa mucchio, anche se Lazio-Napoli di domani sera provoca qualche prurito, ovviamente a Torino.