Il derby è viola Basta un rigore di Kalinic Bologna cade ancora in casa

Se il tecnico Paulo Sousa alla vigilia ha detto basta ai sogni e ha parlato di sano realismo («frase estrapolata da un contesto legato a una domanda sul prossimo mercato», ha stigmatizzato il tecnico), Nikola Kalinic prova a risollevare la stagione della Fiorentina, finora in chiaroscuro. Il centravanti croato si procura e trasforma il rigore che consegna il secondo successo di fila in trasferta ai viola che risalgono in classifica (con una partita da recuperare).

Dopo un avvio complicato di stagione, Kalinic sembra essersi sbloccato (sei reti nelle ultime 4 partite) proprio mentre tornano a suonare le sirene del Napoli che lo vorrebbe a gennaio per sostituire l'infortunato Milik e il Gabbiadini poco soddisfacente. Se l'attaccante tornerà a far gol anche al Franchi - finora solo gioie personali lontano da Firenze -, la storia del campionato gigliato potrebbe mutare di colpo. Sempre che si chiarisca finalmente il rapporto tra il tecnico portoghese, insoddisfatto dal deludente mercato dello scorso gennaio, e la proprietà viola (ieri Andrea Della Valle era in tribuna a Bologna). Intanto nel derby dell'Appennino la Fiorentina dimostra il realismo professato dal suo allenatore: bella nel primo tempo (con Ilicic che coglie due legni, quattro in totale in stagione, nessuno come lui), pessima e superficiale nel secondo, nel quale non è stata capace di chiudere prima la sfida.

Secondo stop al Dall'Ara - dove la squadra non vince dal 21 settembre - per i felsinei di Donadoni che pagano, come contro il Genoa, l'espulsione di Gastaldello, autore del fallo da rigore che decide la sfida, ma anche l'infortunio di Verdi - il suo uomo cardine - dopo 12 minuti. Ai rossoblu non basta la generosità espressa nella ripresa per acciuffare il pari. «Ci siamo fatti sorprendere sul lancio lungo, l'ingenuità del rigore ci è costata cara, ma i ragazzi in dieci hanno lottato e meritavano qualcosa di più», così Donadoni.

MDD