Il destino di Kondogbia: nemmeno Mancini gli fa sconti

di Claudio De CarliN on so se l'Inter abbia risolto qualcosa e non venitemi a parlare di modulo vincente. A volte sembra che Mancini improvvisi e questa è una qualità, specialmente quando vinci. Sabato sera è arrivata la quarta vittoria consecutiva a San Siro e, giusto per spiegare da dove arrivi questa squadra, l'evento non si verificava dal maggio 2012, Stramaccioni in panca, 5-4 al Genoa all'esordio, 2-1 al Siena e al Cesena, 4-2 nel derby. Roberto Mancini commentando a ruota libera ha detto che D'Ambrosio gli ha fatto scendere la febbre mentre Kondogbia gliel'ha fatta risalire a 40. Si riferiva all'assist del francese sul 2-1. Geoffrey, combinazione, gode di una stampa che lo adora e non vede l'ora di schiantarlo come peggior flop nel rapporto qualità prezzo. I suoi numeri direbbero il contrario, 49 dribbling riusciti su 57, 68 palle recuperate, 41 falli subiti contro 26 fatti. Il ragazzo è titolare di una crescita costante, se non costretto gioca semplice, altrimenti esce palla al piede da voragini, a passi lunghi sta entrando nel meccanismo della nostra serie A. Piero Ausilio a giorni alterni deve ribadire che è costato 31 milioni più bonus, l'identica cifra incassata dalla cessione di Mateo Kovacic al Madrid. Ma continueremo a sentire che è costato 40 milioni, se dirlo quieta, difficile che l'Inter ne faccia una questione. Mancini non ha attaccato di brutto Kondogbia, così come non aveva appeso al muro Ljajic, ma per perpetrare la leggenda dello spogliatoio più esplosivo d'Europa, occorre alimentare la faccenda. Piuttosto il Mancio sta scoprendo che qualcuno buono ce l'ha già. Forse non ci sarà affatto bisogno di ribaltare il gruppo e questo non certo per aver messo sotto Chievo, Sampdoria, Palermo e Bologna. Così si potrà dire che Thohir non fa acquisti perché è senza soldi.