Destro, è valzer delle punte Il Milan rifà il Matri-monio

Siamo senza futuro, ci ha fatto sapere il capocannoniere dell'ultima stagione di serie A, Zlatan Ibrahimovic. Il suo procuratore Mino Raiola ci ha spiegato come fare: «È arrivato il momento di costruirsi in casa i campioni visto che ormai non si possono più andare a comprare. E poi in Italia ormai non ci vuole più venire nessuno. Se dico a un mio top player di venire a giocare in serie A, lui cambia procuratore».
Che botta. Meno male che Raiola è potente ma non potentissimo e qualcuno ancora non gli ha affidato la procura, così mentre lui è pronto a buttarsi sul trasferimento di Robinho, al Milan si parla di Dzeko, Tevez, Van Persie, Destro, Pazzini e Damiao, saremo senza futuro ma la fantasia non ce la siamo mai fatta mancare. E non ci sarebbe neppure nulla di stupefacente se fra i partenti entrasse anche Kevin Prince Boateng, uno bravo quando gioca. Quasi tre mesi fuori lo scorso campionato per problemi muscolari, saltato praticamente tutto novembre per rosso diretto, 8 reti e 45 presenze su 76 di campionato nelle due stagioni al Milan. Se il suo valore è di 23 milioni e qualcuno li tira fuori, è una cessione che ha molto più senso rispetto ad altre. Era il primo nella lista dei partenti.
Massì, vendiamoli tutti, in Champions sulla carta vita breve e allora se dobbiamo giocarcela fra noi è inutile illudere. Juve (345 milioni), Inter (234 milioni) e Milan (204 milioni), in rigoroso ordine di valore di mercato, non sono così certe di fare un campionato a parte, De Laurentiis parla di scudetto, le romane si stanno attrezzando e la Roma ha praticamente chiuso con Mattia Destro. C'è sempre l'Udinese. Il Milan comunque il suo colpo lo ha già praticamente fatto, è Alessandro Matri, 28 anni, c'è l'accordo con il giocatore e con la Juventus, costa sui 13-14 milioni, da studiare la formula del pagamento, ha un ingaggio umano, attualmente prende 1,6 all'anno, segna, è italiano, non ha infortuni importanti alle spalle, torna con Massimiliano Allegri. Non è un nome che fa il paio con Ibra, se cerchi un altro Ibra non lo trovi, soprattutto non arrivi alla sua media realizzativa. E anche l'Inter ha praticamente fatto il suo colpo con l'aggancio asiatico alla China Railway Construction Corporation, progettazione e consulenza ingegneristica, produzione industriale, progettazione immobiliare, gestione del capitale e della logistica, 133esima azienda nel mondo, la sesta in Cina. Il contatto è reale e si sta già concretizzando, la Crcc non sarà solo uno degli sponsor del club, gli asiatici non restano sulla porta perché in Cina il calcio è lo sport più amato e la Serie A è stata il primo campionato straniero trasmesso dalla Tv nazionale vent'anni fa. I contatti, privati e condotti direttamente da Massimo Moratti, al momento hanno un comune obiettivo nella costruzione dello stadio, area ancora da individuare. Ma non c'è solo la Crcc, ci sono anche potenziali partner finanziari pronti ad acquisire una quota di minoranza dell'Inter, come la Bank of China. Un gettito di Yen molto interessante, denaro che non arriverà domattina e quindi non andrà a ribaltare la politica societaria di questo mercato estivo. Ma la Cina non fa niente per gli altri, non arrivano in nostro soccorso, tutto ha uno scopo preciso e cioè rilanciare il calcio ai vertici dello sport cinese, business puro, crescita interna, diritti televisivi e merchandising. Tutto per catapultare poi il calcio cinese ai vertici mondiali, gli economisti prevedono che sarà la nuova frontiera, rifugio dei prossimi top player, e tutto questo nel giro di una decina di anni al massimo.
Ma Ibrahim Afellay all'Inter non è una pista calda. Il Barcellona gli ha fatto capire che non rientra nel progetto, si dice così anche da loro, l'olandese ha praticamente saltato la stagione, mai ripresosi completamente dalla rottura del legamento crociato. Siamo senza futuro, e siamo in buona compagnia. Il governo spagnolo ha confessato che non ha neppure i soldi per pagare la bolletta della luce, unico acquisto delle due big è stato finora Jordi Alba, movimento interno, 14 milioni dal Barça al Valencia. Madrid inerme. Ma Ibra sa in quale mondo sta vivendo?