Diamo a Meazza quel che è di Meazza

Tutti celebrano giustamente Francesco Totti e il suo gol numero 216 in serie A che gli ha consentito di agganciare Josè Altafini e Giuseppe Meazza. Ma proprio qui sorge la necessità di una precisazione, perché è vero che Meazza ha segnato 216 reti nei campionati targati “serie A“ (ovvero quelli dal 1929-30 ad oggi con esclusione del primo campionato del dopoguerra, stagione 1945-46, organizzato per motivi logistici su due gironi e due fasi), ma non va nascosto che il leggendario Peppino ha segnato ben di più, a partire dalle 2 reti segnate con l'Atalanta proprio nel campionato del dopoguerra. Non solo, ma a Meazza andrebbero giustamente attribuite anche le 45 reti segnate nei campionati antecedenti la creazione della serie A. D'altra parte, se quei campionati assegnavano lo scudetto, perchè le reti segnate in queelle stagioni non dovrebbero essere considerate?
Così scopriamo che Meazza arriverebbe addirittura a 263 gol che lo porterebbero quasi al livello stratosferico di Piola a cui, a sua volta, non andrebbero sottratti i 16 gol segnati nel '45-46: in fondo, se quell'anno scelsero una formula diversa, che colpa ne aveva il povero Silvio?
E spulciamo tra le clamorose omissioni della classifica macatori “part time“ bisognerebbe rendere la giusta dimensione a un altro grandissimo bomber del passato, l'uomo che tra l'altro firmò la conquista del primo mondiale azzurro nel '34, ovvero Angiolino Schiavio, centrattacco del Bologna che faceva tremare il mondo e che insaccò la bellezza di 249 gol (sarebbe il vero terzo bomber all time), anche se gli statistici moderni gliene riconoscono solo 109, quelli segnati nella classica “serie A“. Gli altri 140, che pure portarono al Bologna due scudetti, sono stati annullati.