Il diario di Ninna / Biathleti, i campioni del gelo

Caro diario, oggi niente neve, niente vento, niente freddo, li ho lasciati tutti agli eroi del biathlon che hanno calcato la pista di Alpensia per la loro ultima gara, la staffetta maschile. Tante sorprese come al solito, un'infinità di colpi sbagliati, ma da domani finalmente le carabine staranno a riposo, basta far soffrire così dei poveri ragazzi! Guardando la gara in televisione, ho notato dei particolari (primi piani strettissimi, replay) che dal vivo non si colgono e provato un'ammirazione smisurata per questi atleti che anche in situazioni drammatiche (dal punto di vista sportivo, intendo), mantengono una calma olimpica. Sei in testa o in zona medaglie, arrivi al poligono, tiri il fiato, spari, sbagli un colpo. Calma. Pum. Ne sbagli un altro. Calma, respira. Pum. Fuori di nuovo, calma Pum pum mancato! Ancora e sempre calma, un po' come i golfisti al terzo put sul green, che se perdono la testa rischiano di farne anche cinque o sei.

In staffetta, dopo i primi cinque tiri puoi ricaricare tre volte, sforzo non da poco, con le mani gelate e il vento che ti sposta l'arma. Eppure niente, anche dopo aver buttato al vento (nel vero senso della parola) la medaglia, tua e dei compagni, tutti restano impassibili, glaciali, non spostano nemmeno un sopracciglio e continuano a sparare e ricaricare, sparare e sbagliare... Persino il dio del biathlon Martin Fourcade in quest'ultima gara ha sbagliato tantissimo, collaborando in ogni caso a portare la sua Francia al quinto posto.

Mi rendo conto di averti parlato spesso di biathlon, caro diario, perché fra i tanti sport extra sci seguiti qui in Corea è quello che mi ha affascinato di più. L'Olimpiade invernale non avrà l'universalità e l'importanza di quella estiva, sicuro, ma la bellezza e la difficoltà delle sue discipline la rendono tutt'altro che una sorella povera, la rendono un momento in cui tutti dovrebbero capire che anche con il freddo, il vento, la neve e il ghiaccio ci si può divertire in tantissimi modi diversi. Io però oggi sono rimasta al calduccio (quasi esagerato, va bé) di Casa Italia. Scusata?