Diavolo a 2 teste: tempi biblici per mercato, rinnovi e premi

Il Milan reduce dal pari con l'Atalanta non sembra molto preoccupato dagli ultimi stenti, semmai dalle prossime sfide che sono decisive per il futuro

Adesso la Juve e poi il mercato di gennaio. Due spine nel fianco prima di chiudere una stagione delicatissima di convivenza tra due proprietà che sta durando un'eternità, purtroppo. Il Milan reduce dal pari con l'Atalanta non sembra molto preoccupato dagli ultimi stenti (1 punto raccolto in due sfide, 0 gol in profitto con un rigore parato e un palo scheggiato), semmai dalle prossime sfide che sono decisive per il futuro. A cominciare da Doha in Supercoppa dove Montella potrà contare su Bacca che in pochi minuti, sabato sera, ha dimostrato di aver recuperato la migliore condizione. Perciò l'attenzione di squadra e società è tutta puntata sulla sezione di mercato in apertura a gennaio. Ieri ha trovato parziale conferma l'interesse del club per Riccardo Orsolini, ragazzo del '97 (20 anni da compiere a gennaio), attaccante esterno, ascolano in forza alla squadra della sua città, considerato l'alternativa a Bonaventura e Suso, con le caratteristiche richieste da Berlusconi, italiano, proveniente dal settore giovanile. È un affare da pochi spiccioli (3 milioni) ma per chiuderlo ci sarà bisogno della solita trafila: prima l'accordo col club, poi quello col procuratore (Di Campli) del ragazzo, infine attendere l'approvazione dei cinesi mentre l'Inter si è fatta sotto. «E sul mercato, con questi tempi biblici, c'è il rischio di farsi bruciare dalla concorrenza» è lo scenario descritto da Galliani. «Quando si è trattato di prendere Lapadula abbiamo concluso in un lampo: il presidente mi ha dato il via, ho chiamato il Pescara e chiuso la trattativa in pochi minuti evitando che andasse da altre parti» la ricostruzione indispensabile per far capire al tifo milanista le difficoltà operative dell'attuale periodo.

I cinesi, nel frattempo, non hanno ancora dato una risposta ufficiale sul rinnovo del contratto proposto a Bonaventura: ci sarà, fanno sapere le fonti vicine alla Ses, ma senza nessuna urgenza, quasi per far pesare il sì inevitabile e indispensabile, oltre che meritato dal calciatore che ha fin qui percepito uno stipendio da Atalanta. Stesso destino per Paletta, uno dei migliori, che ha il contratto in scadenza nel 2018: il prolungamento sarebbe da fare al volo e invece bisogna attendere i tempi biblici. Altro esempio delle strettoie burocratiche: prima di volare a Doha, Galliani ha anche ricevuto l'ok da Berlusconi per proporre ai futuri acquirenti la possibilità di prevedere un premio per la Supercoppa di venerdì. Un tempo sarebbe bastato il sì di Arcore per archiviare la pratica, adesso il dirigente si è messo alla tastiera del computer per spedire una mail ufficiale e chiedere il consenso di Fassone. Così, al di là dei modesti mezzi finanziari a disposizione, il mercato di gennaio rischia di diventare invece che una grande opportunità, un vero calvario. Col rischio di disperdere tutto quello che di buono e di promettente ha prodotto il lavoro dello staff di Montella e il rendimento della squadra.