Dietro le quinte

Da tempo ha smesso di essere la figlia di. Da tempo ha cominciato a occuparsi di calcio e di Milan e a intrecciare persino la propria vita sentimentale con un esponente della squadra di calcio di famiglia. Appena entrata nel cda rossonero, e la coincidenza con lo scudetto numero 18, 27° trofeo dell’era Berlusconi non è passato inosservato, Barbara Berlusconi ha cominciato a esercitare il proprio ruolo, trascinandosi dietro anche le proprie convinzioni messe in vetrina con una lunga intervista al Corsera. All’Olimpico non si è comportata da figlia di: ha cominciato a patire sulla propria pelle la tensione di una serata simbolica, è scesa sul prato verde a trionfo sicuro, per la prima volta, per salutare la squadra. Circondata dalla scorta, è rimasta a distanza di sicurezza dalla curva rossonera e dal rito antico della doccia prima di regalare a fotografi e telecamere il tenero abbraccio con Pato, senza finzioni nè ipocrisie. All’arrivo in albergo si è sottoposta al bagno di folla e poi partecipato alla cena.
É stato proprio allora che è scattata l’investitura ufficiale di Barbara che ha parlato al Milan, a tutto il Milan schierato intorno all’ultimo trionfo, da Allegri fino all’ultimo inserviente di Carnago. Ha parlato da vera Berlusconi al club che ha raccolto nuovo e genuino slancio dall’inserimento di uno dei figli del premier nella conduzione societaria, sotto la guida di Adriano Galliani. Barbara ha smerigliato lo scudetto appena vinto («avete realizzato una grande conquista fatta di sacrifici, di impegno quotidiano e di talento»), ha ricordato gli ultimi («ricordatevi che il merito va diviso con lo staff tecnico e tutti i collaboratori di Milanello») e fissato subito il successivo traguardo («ricordatevi che c’è anche una semifinale di coppa Italia da onorare»), l’appuntamento di Palermo, insomma. Per il futuro è già scritto il piano industriale: «puntare alla Champions», la coppa di famiglia, e ringiovanire i ranghi. Da ieri c’è un altro Berlusconi che sorveglia sulle sorti del Milan.