Dietro le quinte di Fca alla scoperta dei segreti della nascita di un'auto

Torino Fiat Chrysler Automobiles decide di rivelare alcuni dei suoi segreti, il cosiddetto «dietro le quinte»: come nasce un modello e come viene messo alla frusta in condizioni che difficilmente si troverà ad affrontare nella realtà. Ma se capitasse, le carte in regole per vincere la sfida ci sono tutte. Ecco allora che tutto (o quasi) quello che accade nei centri stile, di omologazione e sulle piste viene raccontato attraverso una serie di filmati esclusivi. Il progetto si chiama «What's Behind» (cosa c'è dietro, in italiano) e narra appunto il dietro le quinte di come nasce un'auto. Una sfida che rispetto a 15 anni fa è radicalmente cambiata, e promette di cambiare nuovamente nei prossimi anni, quando elettrico, ibrido e guida autonoma rivoluzioneranno le auto per come le conosciamo oggi. I primi due episodi, che saranno pubblicati anche sui profili social di Fca, raccontano, letteralmente, gli antipodi del testing sulle vetture del gruppo. Si comincia a Arjeplog, in Svezia, su un lago ghiacciato, quindi con temperature che scendono fino a -40%, per passare a Upington, in Sudafrica, ai bordi del deserto del Kalahari, dove si trova il Parco Kgalagadi (in lingua Bantu significa «posto senz'acqua»), tra dune e sterrati che descrivere come bollenti è riduttivo. «Tutte condizioni così estreme che impediscono, con la tecnologia attuale, di testare le auto elettriche, poiché le batterie lavorano in un range termico molto più ridotto rispetto ai motori endotermici», ha precisato Claudio Demaria, responsabile dell'ingegneria di Fca per i mercati Emea.

Ma un'automobile deve funzionare sempre e «What's behind» fa vedere come è possibile far convivere oltre 40 centraline e muovere i dati di centinaia di software. In tutto sono già state girate oltre 1.500 ore di filmati, «che man mano racconteranno i segreti del gruppo e delle sue auto, come nessun costruttore aveva mai fatto prima».

Demaria, all'incontro con i media internazionali, ha parlato anche di hacker e di come Fca si difende da possibili attacchi, molto pericolosi per la sicurezza di un veicolo. «L'elettronica si arricchisce in continuazione - le parole dell'ingegnere - e noi continuiamo a implementare software con protezioni sempre più aggiornate. Ma ci avvaliamo anche di hacker per analizzare più da vicino un problema, per poi risolverlo».

PBon