Il diktat di Berlusconi: Allegri segua i consigli il Milan giochi meglio

Il presidente vuole la marcatura a uomo sui campioni. Prandelli: "Bello sentire Balotelli difendere il tecnico"

Al Milan hanno tirato tutti un sospirone di sollievo: si riparte, finalmente. Senza cambi di panchina traumatici nè rivoluzioni in via Turati. Senza buonuscite nè prolungamento di contratto per Max Allegri che è rimasto allenatore del Milan fino a scadenza naturale del suo contratto. Per ora. La sintesi, e la linea editoriale, del Milan come al solito sono contenute nelle parole scritte personalmente da Silvio Berlusconi trasformate nel manifesto della prossima stagione. Manifesto preparato al culmine di una serata che si è svolta in quattro tempi: 1) incontro faccia a faccia tra il presidente d'onore del club e il suo ad, «amico fidato di una vita», Adriano Galliani arrivato con 35 minuti d'anticipo rispetto al tecnico livornese a villa San Martino; 2) inizio della cena e collegamento con milan-channel per seguire la partita della Primavera, decisa da un gol di Cristante (altro gioiellino del vivaio da promuovere in prima squadra); 3) esame spietato della stagione con tutti i rilievi mossi all'allenatore ed esposizione delle linee guida dei rapporti tra Milanello e Arcore, tecnico e presidente insomma da tenere per i prossimi mesi; 4) esame approfondito del mercato da realizzare con l'esplicito riferimento al diktat economico, «non si sfora dal pareggio di bilancio». Perciò solo dopo mezzanotte è arrivata la nota, questa sì, del presidente Silvio Berlusconi con cui si è chiusa la stagione dei “pissi pissi bau bau” e si è inaugurata quella del “andate e mettetevi al lavoro”.

Silvio Berlusconi ha segnalato col pennarello «l'assoluta e reciproca stima con l'allenatore» per rimetterlo in sella e sottolineato il primo degli obiettivi da centrare: il gioco, il gioco più del risultato a ogni costo. Da sempre il bel gioco è il marchio di fabbrica berlusconiana: è servito a stregare i rivali e a rendere riconoscibile il Milan in giro per il mondo. Terzo punto chiave della nota: il riconoscimento pubblico e solenne di diritti e doveri tra società e tecnico, una può e deve chiedere ad Allegri conto delle sue scelte, l'altro deve spiegazioni che non possono essere interpretate come “invasioni di campo”. Specie se si fa cenno, come in occasione delle sfide col Barcellona, a speciali marcature da applicare nei confronti di geni dello spessore di Messi. «La vicenda Allegri si è conclusa nel modo migliore. Ha fatto un campionato straordinario, i numeri sono tutti dalla sua parte. Non so se hanno pesato i giudizi espressi dai giocatori del Milan su Allegri, certo è stato bello sentire Balotelli difendere il suo allenatore» la chiosa di Cesare Prandelli, ct della Nazionale. Come è sempre accaduto al Milan da quando Berlusconi è presidente, alla sua nota non hanno fatto seguito le dichiarazioni né di Galliani, né quelle, più attese, di Allegri. I due, invitati sulla crociera rossonera della prossima settimana, coglieranno l'appuntamento del 10 giugno per rispondere alle domande più curiose.

Di sicuro l'ad rossonero ieri è rimasto rinchiuso nel suo rispettoso silenzio, amareggiato e avvilito dopo le ricostruzioni fantasiose lette sui giornali: lui in guerra contro il presidente, lui sul punto di essere “cacciato“ per far posto a Barbara e a Paolo Maldini. «Sono state scritte troppe cose (brutte, avrebbe voluto aggiungere - ndr) e ribadisco per l'ultima volta che al Milan c'è una sola società, schierata insieme con un solo cda e dall'altra parte tecnico e giocatori» il suo commento agro-dolce per ripetere un concetto ribadito fino alla noia, e cioè che tra lui e Berlusconi non può esserci alcuna frattura pur in presenza di opinioni diverse su questioni tecniche. «Io vincitore? Ma no, quale vincitore» così si è sfilato dal giochino cominciato un minuto dopo la pubblicazione della nota berlusconiana.

A sfilarsi, in modo elegante, infine anche Clarence Seedorf che ha recitato la parte dell'invitato rimasto fuori dall'uscio di casa. La sua portavoce ha impiegato pochissimo per far sapere: a) «mai Clarence ha avuto contatti diretti col Milan, ci sono state solo voci dei giornali»; b) «mai ha chiesto stipendi sconsiderati»; c) «al Botafogo, da calciatore, sta vivendo una stagione molto soddisfacente». Meglio così. E tutti vissero felici e contenti.

Commenti

commissario

Mar, 04/06/2013 - 15:16

ma perchè c'è stato bisogno di mettere per iscritto l'ovvio?chi ha mai messo in discussione il rapporto società/guida tecnica? forse solo gli stessi protagonisti della vicenda......ci pensi ordine, la seguirò su telelombardia come sempre.