Il «dipendente» Marotta e il patrizio Lotito

Le assemblee della Lega calcio, storicamente, sono in verità riunioni condominiali, con insulti, minacce, volgarità. Tra i migliori interpreti di questo rave italiano figura Lotito Claudio, presidente della Lazio, il quale, negli ultimi anni, direi i magnifici sette, non per la Lega visto il default, è stato al centro di qualunque vicenda, compresa la Nazionale con l'ospitata non richiesta in panchina, durante un allenamento con tanto di tuta azzurra, a fianco di Tavecchio Carlo suo sodale. Nulla di nuovo, prima di Lotito anche Moggi si agitava con uguale arroganza. Ma, negli ultimi tempi, Lotito non si limita a tenere il mazzo delle carte anche quando si gioca a dama. Ha alzato i toni, ha scazzottato con De Laurentiis e disprezza chi non è di pari grado, consiglieri, amministratori delegati, direttori generali. Questa la sua par condicio.

Nella riunione svoltasi venerdì, ha preso a male parole, prima, arrivando al contatto fisico, dopo, il Ceo juventino Beppe Marotta: «qua so' tutti dipendenti», è stato un passaggio del suo pensiero nobile, prima che Preziosi, presidente del Genoa e il suo assistente Perinetti, intervenissero per dividerlo da Marotta con infortunio al dito della mano di Preziosi, mentre urla e strilli volavano nell'austero(!) ambito. Tempo fa Lotito si era così espresso nei confronti del dirigente della Juventus: «Il problema è che non sa dove guarda, Marotta con un occhio gioca a biliardo e con l'altro mette i punti». Marotta ha tentato di denunciare il presidente ma la richiesta, in base alla clausola compromissoria, è stata respinta dalla federcalcio, ormai ridotta a imago sine re, immagine senza sostanza. Ho usato il latino tanto caro al Lotito manesco e gli ricordo una frase di Seneca: alium silere quod voles, primus siles. Se vuoi che un altro taccia, sta zitto tu per primo. Ad majora.

Commenti

Libero 38

Dom, 28/01/2018 - 15:13

Non riesco a capire come il calcio italiano dopo la figuraccia di m.....per mancata qualificazione ai mondiali in Russia possa ritornare credibile quando cialroni come chi rappresenta gli amici della ndrangheta vuole dettare le condizioni

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stenos

Dom, 28/01/2018 - 17:24

Il calcio italiano è in mano alla famiglia ovina di torino, e ieri un suo degno rappresentante ha punito fisicamente lotito che non obbediva. Stile juve.....

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Lun, 29/01/2018 - 09:43

Oceaniche ambizioni e pochi soldi rendono tutti molto nervosi. E' un po' la storia di questo Paese.

Ritratto di giovinap

giovinap

Lun, 29/01/2018 - 11:01

in cima al f.i.g.c. ci deve stare qualcuno che dia garanzia di non alzare il "coperchio" per che all'interzo c'è troppa m...a "prodotta" dalle solite 3 squadre italiane , che hanno sempre fatto: uno a me uno a te e un'altro a te, ma da quando i soldoni sono cinesi, le cose sono cambiate e si fa: uno a me,un'altro a me e anche l'altro a me!

afafdert

Lun, 29/01/2018 - 11:12

E' vero questa è stata proprio una zuffa da riunione condominiale, in più tra parenti, ossia i parenti della confindustria calcistica (juve, roma, napoli e lazio), e poi lotito è pur sempre uno dei concessionari della sede centrale, ossia quello laziale di cassino, e poi abbiamo quello napoletano di pomigliano. La confindustria calcistica/automobilistica, un grande gruppo Juve/Roma/Napoli/Lazio = Mirafiori/Cassino/Pomigliano...