Djokovic, Federer, Nadal: la sfida eterna sulla terra rossa di Montecarlo

Nell’atelier meneghino di Sergio Tacchini presentata l’edizione 2015 dell'ATP di Montecarlo, in programma dall’11 al 16 aprile

Tra Milano e Montecarlo c’è praticamente solo autostrada e quando si tratta del tennis è praticamente senza curve. Per questo Zeljko Franulovic, ex migliore giocatore della Jugoslavia che fu e ora direttore del torneo Rolex Masters, per il secondo anno consecutivo è venuto nell’atelier meneghino di Sergio Tacchini per presentare l’edizione 2015, in programma dall’11 al 16 aprile.

Montecarlo, si sa, per gli appassionati italiani della terra rossa è una meta comandata e per questo Franulovic negli ultimi anni ha lavorato molto al di qua della frontiera per portare pubblico. Così, complice le ultime discrete annate di Fognini e soci, sugli spalti si parla sempre sempre più italiano, visto che Franulovic dice orgoglioso che «nella prevendita c’è già stato un aumento del 29 per cento dei biglietti venduti nel vostro Paese». Si punta al record, insomma, anche se non di spettatori, visto che la capienza non può essere aumentata più di così: «Nel 2014 abbiamo avuto 139mila presenze, ma siccome non siamo come gli americani che buttano giù uno stadio grande per farne uno ancora più grande, noi quest’anno puntiamo sulla qualità. Nel recente passato abbiamo fatto opere importanti per migliorare il club, adesso interverremo sull’ospitalità di pubblico e media per far sì che tutti stiano bene durante la settimana del torneo.

Non mancheranno, naturalmente, la giornata in cui i tennisti si dedicano ai loro fans e gli eventi benefici, uno dei quali coinvolgerà Marin Cilic, vincitore degli ultimi UsOpen: «Sarà una mostra i cui proventi andranno per la fondazione della principessa Charlene, ma non voglio svelare altro». E d’altro canto Cilic, come altri, a Montecarlo sono di casa: «Abbiamo 5 dei primi dei 10 tennisti al mondo che sono residenti nel principato, per cui è logico che gente come Djokovic, Raonic o Dimitrov non mancherà». Ci sarà, infortuni permettendo, Rafa Nadal, ci sarà probabilmente anche Roger Federer, «anche se lui, a 34 anni, deciderà i suoi impegni della stagione all’ultimo momento». E ci saranno di sicuro gli italiani, «augurandoci che finalmente uno dei vostri possa arrivare a vincere il torneo». Quell’autostrada lì però, in questo caso, non sembra così dritta.