Djokovic, il grande slam comincia a tavola

Possiamo chiamarlo il primo tennista olistico della storia. Così almeno si definisce lui, ma non c'è dubbio che Novak Djokovic da quando ha cambiato abitudini di vita ha cambiato anche la sua carriera. Si chiama Djokolife, insomma, e non è la stessa cosa di quando Maria voleva farsi chiamare Sugarpova in onore delle sua linea di zuccheratissime caramelle: Nole, arrivato ieri a Milano dopo il trionfo a Roma contro Federer, è stato chiaro. «Ho imparato - ha detto - che nella vita ci vuole una cosa fondamentale: l'equilibrio». La Djokolife insomma non è altro che un progetto, un concept di come stare meglio, nonché una nuova azienda di alimenti che diventerà qualcosa di più in futuro, perché Edoardo Artaldi - il manager del giocatore serbo - racconta che si andrà oltre alle barrette e agli alimenti contro le allergie.

E Novak è un altro uomo dal 2010, ovvero da quando ha eliminato glutine e lattosio, ed è un altro uomo anche fuori dai match quando - come ieri - si ritrova a scambiare qualche colpo con i bambini delle scuole tennis: «Sono papà da poco e per me i bambini sono tutto: insegnare loro ciò che io ho scoperto essere importante è un motivo d'orgoglio». Lo vedete così e non sembra l'uomo che nel 2015 ha vinto sempre quando è sceso in campo, Australian Open e quattro Masters 1000. Lo vedete così è immaginate che quest'anno punta davvero al Grande Slam, che dopo Roma adesso c'è Parigi e chi può fermarlo? «Posso solo dire che sono nel miglior momento di sempre della mia vita tennistica. Proverò a salire ancora un po' di più, però non posso promettere che sarà possibile...». In pratica questo è il Momento, «cominciato da quando ho capito che non ha senso passare il tempo a capire se siamo ammalati invece di pensare a quanto siamo sani». E questo è il momento della sua carriera costruito sulla cura del corpo ancor prima che dei suoi colpi: «Senza essere estremista però: dopo aver vinto il primo Wimbledon nel 2011, sul lettino del fisioterapista mi sono mangiato tre file di cioccolato fondente. Mica si deve sempre soffrire...».

Ride Novak, così come quando dice che l'Italia non ha tennisti tra i Top 10 «perché qui si mangia troppo bene...». E sorride, dopo un complimento, quando parla di Fognini: «Dovete capire che stare in alto non è facile e dunque si deve apprezzare il lavoro duro di chi ci arriva». E poi: «Ah sì, ho sentito che vuol sposare Flavia Pennetta. Ne avrei di retroscena da raccontare, ma meglio di no...».

Altra risata. Che si spegne un po' quando si parla di Milan: «Quast'anno ho sofferto anch'io come tutti i tifosi. Che dire: magari porterò a Milanello un po' delle mie barrette e dei miei alimenti...». O magari quello che è un piccolo segreto rivelato ieri, l'ingrediente base per vivere una Djokolife da numeri uno del mondo: «Durante i match mangio datteri: mi danno gli zuccheri giusti per conservare le energie giuste per vincere». Diciamolo: bastasse quello...

Commenti

Tadoric39

Mar, 19/05/2015 - 17:03

Si, bastassero i datteri ed eliminare glutine e lattosio, sai quanti campioni. Delle barrette tralascio gli amari commenti, perché le conosco e ne uso anch'io. Va bene, lo spettacolo deve continuare ma per cortesia il redattore sia meno ovvio e legga qualche rivista scientifica che parla di sport. Per arrivare ai livelli di Nole ci vuole ben altro, ci siamo capiti.