Dominio Spagna con i «fratellini» di Iniesta

Da un frammento dell'orso sovietico all'altro. Da Kiev a Tallin, ma la musica non cambia. È sempre campionato d'Europa di calcio e la Spagna detta legge. Infatti domenica scorsa in Estonia le Furie Rosse «baby» hanno conquistato il torneo continentale Under 19. Al contrario dei fratelli maggiori niente vittoria eclatante in finale, ma solo un successo di misura (uno a zero). Diversa pure la rivale: la Grecia e non l'Italia eliminata già nelle qualificazioni, guarda caso, proprio dagli eredi di Xavi e Iniesta.
La Spagna, che ha vinto sei delle ultime undici edizioni, ha già garantito il futuro vista la pattuglia di campioni in erba messa in vetrina. Virgulti, pilotati dall'ex portiere del Real Madrid Julen Lopetegui, che potrebbero entrare nella grande famiglia di Del Bosque in vista dei mondiali brasiliani. Tra i protagonisti, l'attaccante Jesé Rodríguez, decisivo in finale e Pichichi del torneo con 5 gol, che Mourinho ha fatto esordire nella Liga contro la Real Sociedad, e il difensore centrale Derik Osede, un colosso d'ebano di padre nigeriano, che raggiungerà la formazione dello Special One nel ritiro pre-campionato. Anche la Masia ovviamente ha voce in capitolo. Il 18enne Gerard Deulofeu sta crescendo a pane e Messi. Gioca sull'out sinistro dell'attacco e la fama dei suoi dribbling è arrivata fino a Londra. Il Chelsea farebbe carte falso per averlo, ma Tito Villanova ha chiesto al club di blindarlo. E che dire del terzino sinistro Alejandro Grimaldo? Il Barcellona si è messo al sicuro per il dopo-Abidal con la rivelazione di Euro 2012 Jordi Alba, ma questo ragazzino di appena 16 anni sta bruciando tutte le tappe.
Lopetegui adotta il 4-3-3 marchio di fabbrica della Spagna di Del Bosque. La manovra passa dai piedi di Jesus Joaquin Fernandez, conosciuto come «Suso». Nativo di Cadice, si è sottratto alla corte di Real e Barça pur di vestire la maglia del Liverpool. Il sogno è quello di seguire le orme di Xabi Alonso, il suo idolo, ma dalle movenze in campo sembra più un piccolo Xavi. Da applausi anche Bernat e Alcacer, trequartista e punta del Valencia, entrambi già in prima squadra.