Doppi podi, c'è pure un'azzurra. Ma l'accoppiata estate-inverno...

Slittino e bob per la Weissensteiner. Pochi bis stagionali

Per duplicare gioia e medaglie, citofonare Ester. È lei la maga di questi Giochi: nei suoi due sigilli d'oro non c'è trucco, ma talento e impegno. La fortuna è ceca? Senza timore di una svista ortografica, stavolta è tutto giusto, anche se miss Ledecka da Praga è stata semplicemente perfetta. Non serve scomodare Carl Lewis e quelli che saltano in lungo e corrono veloci, per capire che Il club dei bravi due volte in discipline diverse non è affollato.

Qualche precedente olimpico c'è, anche se con differenze: a PyeongChang, qualche ora prima di Ester, l'olandese Jorien Ter Mors aveva vinto l'oro nei 1000 metri pista lunga e il bronzo nella staffetta di short track, alle spalle della Fontana. Per l'Italia l'augusto precedente è stato costruito in due edizioni dei Giochi: a firmarlo fu Gerda Weissensteiner. Dopo un oro nello slittino a Lillehammer 1994, lei si trasferì sul bob a due, in tempo per conquistare, a Torino 2006, un granitico bronzo con Jennifer Isacco. Per altri precedenti si devono scorrere molto a ritroso gli annali, puntare sulla Norvegia e sulle discipline cugine di fondo e combinata nordica. A Chamonix, primi Giochi dell'era moderna nel 1924, Thorleif Haug trionfò nel fondo (18km e 50km), facendo tris di ori con la combinata nordica. In quella edizione, si portarono a casa più medaglie, fra le varie fogge nordiche dello sci, anche i compagni Thoralf Stromstad, con due argenti e Johan Grottumsbraten con un argento e due bronzi. Lui è tutt'oggi il polivalente più medagliato, grazie agli altri due ori di Sankt Moritz 1928. Sempre in Engadina l'americano Jennison Heaton fu argento nel bob a quattro e poi, davanti al fratello John, nello skeleton. A Garmisch 1936, ancora tanta Norvegia multidisciplinare con i due argenti di Olaf Offsbakken e le tre medaglie di Oddbjorn Hagen, sempre fra fondo e combinata. Dal secondo dopoguerra ci sono stati atleti capaci di vincere in più discipline, ma solo in edizione olimpiche diverse. Il finlandese Heikki Hasu vinse la combinata nordica nel 1948 e la staffetta di fondo nel 1952 e, nelle stesse discipline, trionfò anche lo svizzero Alois Kaelin, fra 1968 e 1972. La sovietica Anfisa Reztsova vinse la staffetta di fondo a Calgary 1988 e la sprint di biathlon ad Albertiville 1992.

Impervi ed eccezionali anche i cimenti quattro stagioni. Sono sei, dagli anni Venti ad oggi, gli atleti ad aver vinto medaglie sia ai Giochi invernali, sia a quelli estivi. Ci sono cambi di casacca più logici come quello dei due ori di Eddie Heagan, dal pugilato (Anversa 1920), al bob a quattro (Lake Placid 1932). Altri sorprendenti come l'iter di Jacob Thams: oro nel 1924 nel salto con gli sci e poi argento, 8 anni dopo, nella vela. Gettonatissimo il doppio colpo dal ciclismo al pattinaggio, riuscito con più medaglie, in più edizioni, a Christa Luding e Clara Hughes. La metamorfosi più recente spetta all'americana Lauryn Williams: bronzo ed oro nell'atletica, fra Atene 2008 e Londra 2012, e argento a nel bob a Sochi 2014. Ora c'è Ester che significa stella nascosta, la supernova dello sci.