Doppia vittoria per la Signora e mistero Inter

L'Inter è un vero mistero dolente capace di produrre palle-gol in sequenza ma lasciando praterie alle spalle del centrocampo, dove la Samp può infilarsi comodamente così da mettere una, due, tre volte un attaccante davanti al portiere. È il segno inequivocabile di un disegno tattico monco, censura dichiarata per Frank De Boer che torna a rischio esonero nella sera in cui anche Icardi sbava un gol fatto mentre Joao Mario e Banega risultano imbottigliati dal ritmo doriano. Sette sconfitte (Europa league compresa) sono un deficit inammissibile per il tecnico olandese.

Higuain e la Juve fanno gol anche il giorno dopo la sfida col Napoli decisa dalla fucilata dell'argentino. Perché dopo aver staccato il Napoli a sette lunghezze, ecco le prodezze del portiere dell'Empoli, cartellino della Roma, lasciare Spalletti e i suoi a secco e perciò dietro a 4 punti che non sono tanti ma nemmeno pochi e possono consentire ad Allegri, specialista in materia, di gestire la sua futura marcia. La Juve non incanta e finché non avrà un centrocampo meglio attrezzato di quello attuale (con Marchisio e Pjanic al top) non potrà incantare. Ma se le doti mostrate in campionato possono bastare per tenere lontano il Napoli senza centravanti o la Roma rimasta a secco a Empoli, di certo non possono essere sufficienti in Champions per raggiungere la finale di Cardiff. Con il rallentamento delle due rivali più accreditate della Juve fa notizia il Milan risalito al terzo posto in un pomeriggio scandito da inaspettati tormenti: c'è bisogno di una furbata di Bonaventura e di un paio di parate spettacolari di Donnarumma per domare il Pescara vivacissimo guidato da un altro promettente ex campione del mondo, Massimo Oddo. È come se la giovanissima truppa di Montella soffrisse di vertigini scalando vette mai toccate prima negli ultimi anni: appena smette di giocare con leggerezza e si fa carico delle responsabilità, può sbandare pericolosamente. Capiremo nel derby del 20 novembre se quella con la Juve fu vera gloria e se la zona Champions può diventare un traguardo o una pia illusione.

Al pari del Milan procede a grande velocità la Lazio di Simone Inzaghi, il più promettente allenatore della famiglia, considerato un tappabuchi per il rifiuto di Bielsa e invece, sul campo, confermatosi all'altezza del compito assegnatogli da Lotito specie nell'indicare a Tare e poi valorizzare il talento balistico di Immobile. I gol a ripetizione di Ciro, incoraggiamento per Ventura, dimostrano che per taluni esponenti del nostro calcio fa proprio bene il ritorno nel campionato, specie se accompagnato da buone idee e da una migliore organizzazione.

Commenti

cicero08

Lun, 31/10/2016 - 16:35

però possiamo dire a Buffon che uno come lui non può regalare agli avversari ogni rinvio con i piedi (sabato 7/8) e che non ha accorciato come doveva per chiudere lo specchio al cannoniere spagnolo che lo ha uccellato alla grande. Il tutto naturalmente con il rispeto dovuto ad un campionissmo...