Dorothea, un'altra delusione Dalle speranze al grande gelo

Doppio flop per la bella Wierer, frenata anche dal freddo Niente bis per Windisch, male tutti gli azzurri del biathlon

PyeongChang Solo piazzamenti, e nemmeno tanto onorevoli, quelli raccolti ieri dai biathleti azzurri, caricati a mille dalla medaglia di Windisch, ma gelati, nel vero senso della parola, dalla seconda gara del programma, per donne e uomini l'inseguimento in una serata ventosa, da dimenticare. Non per Laura Dahlmeier, la tedesca che ha bissato l'oro della sprint, e nemmeno per il numero 1 del mondo, il francese Martin Fourcade, che ha dominato riscattando il (per lui) disastroso ottavo posto di domenica, la giornata magica di Dominik. Che dopo una notte quasi insonne, troppe le emozioni per il bronzo, è partito per terzo all'inseguimento del tedesco e del ceco che lo avevano preceduto 24 ore prima, ma è stato quasi subito raggiunto dal gruppone scalpitante che lo ha ingoiato dopo i due errori al primo poligono. Errori al tiro: tanti, troppi ne hanno commessi ieri i ragazzi italiani. 5 totali per Windisch, che perderà 13 posizioni dopo una rimonta a metà gara che aveva fatto sperare in un altro miracolo, 3 per Lukas Hofer, che alla fine confermerà il decimo posto di partenza.

Le gare di biathlon si decidono al poligono, si sa da tempo, ma in questi giorni si è anche capito che con condizioni al limite come quelle coreane per non sbagliare serve anche un pizzico di fortuna. Arrivare a sparare fra le folate che spazzano la neve e annebbiano la vista non è il massimo, arrivarci con le dita gelate poi complica ulteriormente le cose, perché con la carabina in mano servono calma, freddezza, serve essere decisi e veloci, ma serve soprattutto centrare il bersaglio.

Nelle gare a inseguimento, poi, al danno segue la beffa di dover percorrere il giro di penalità (uno per ogni errore), che aggiunge fatica alla fatica, freddo al freddo e, spesso, fa perdere anche la speranza di poter raggiungere i rivali che fino a un attimo prima erano al tuo fianco.

Speranza che ieri hanno perso quasi subito le due azzurre Dorothea Wierer, che partiva diciottesima, e soprattutto Lisa Vittozzi, che dal sesto posto di sabato aveva la possibilità di fare un bel passo avanti verso le medaglie. E invece no, la ventitreenne di Sappada è precipitata all'undicesimo, dopo tre errori e quei quaranta secondi infiniti passati all'ultimo poligono in attesa del momento giusto per tirare l'ultimo colpo, poi sbagliato. Serata no anche per Doro, 5 errori e 15° posto finale.

Era lei la più attesa alla vigilia di questi Giochi e di conseguenza, almeno finora, è anche la più deludente. «Sto patendo le condizioni proibitive, non ci sono solo per me, ma forse io soffro più delle altre. Già al primo poligono sono arrivata con le dita gelate e poi ho avuto quasi i crampi per il freddo». Si guarda avanti, con la consolazione che i biathleti avranno altre due gare individuali più le due staffette, con la mista in programma martedì prossimo che promette davvero bene. C'è da difendere il bronzo vinto a Sochi e nel frattempo si spera che il freddo abbia lasciato questa zona della Corea, come clima sicuramente adatta agli sport invernali, ma quelli estremi, non quelli olimpici!