Il Dottore dice che Rossi è in via di guarigione «Va meglio, ma che male»

Dodicesimo tempo per Vale. Viñales illeso dopo un brutto volo. Dovizioso 2° tempo, indietro Jorge

Federico Malerba

Il venerdì del Mugello è una specie di nascondino. C'è Rossi che pensa soprattutto a testare il fisico e nel complesso ottiene risposte discrete. C'è Viñales che distrugge una M1 cadendo rovinosamente all'Arrabbiata, alla fine della seconda sessione di prove. C'è Marquez che sembra sonnecchiare (9° alla mattina e addirittura 14° di pomeriggio) ma poi spiega che «ci siamo concentrati sul passo di gara, per questo non siamo andati veloce». E poi c'è Lorenzo, che qui ha vinto cinque delle ultime sei edizioni del Gp d'Italia, preceduto non solo da Dovizioso - ormai essere più lento del compagno di squadra sta diventando una fastidiosa consuetudine per il maiorchino - ma anche dalla terza Ducati ufficiale che per l'occasione viene cavalcata dall'ottimo Michele Pirro (2° dietro a Dovi nelle FP1 e poi 9° nelle FP2).

Insomma lavori in corso, in attesa della giornata di oggi in cui bisognerà per forza scoprire le carte nelle libere che contano e poi nelle prove ufficiali. Se per ora il tempo migliore lo ha stabilito Crutchlow, un 1'47.365 che comunque è quasi di un secondo più alto rispetto alla pole di Iannone dell'anno scorso, il più brillante e continuo è sembrato Dovizioso (1° e 2°): «Ho trovato subito il giusto feeling e la velocità è molto buona - conferma Andrea -, considerando che il tempo l'ho fatto con le gomme da gara posso solo sorridere».

Ride meno Viñales, più che altro tira un sospiro di sollievo perché il capitombolo non gli ha lasciato neanche un graffio. «Sto bene - dice il leader del mondiale che in mattinata aveva fatto segnare il quinto crono -, stavo spingendo e ho urtato il cordolo. La M1 è un po' instabile nella seconda parte della pista, ma credo di poter migliorare e fare una bella gara».

Quella che sotto sotto spera di poter fare anche Valentino, abituato a risorgere di domenica ma stavolta alle prese con le ammaccature e non solo col setting da indovinare: ieri ha provato due telai e due treni di gomme, e pur essendo rimasto indietro in classifica (15° e poi 12°) non è lontano dalla vetta, un po' più di sei decimi. Ma soprattutto è sembrato via via sempre più sciolto: «In mattinata ho sofferto parecchio - ammette il Dottore -, avevo molto male nella parte destra del corpo specialmente in accelerazione. Poi nel pomeriggio è andata meglio. Non sono ancora al 100% ma sento che sto migliorando». Oggi la verità (dalle 14.10 la lotta per la pole), sperando che nella notte il dolore non si sia riacutizzato.