Ds la «Dea» fa innamorare Nell'erede vince l'hi-tech

Tour al volante di una Ds21 del '67 col fascino delle scomodità. La Ds3 Cabrio è un'altra storia

Pierluigi Bonora

Roma L'accostamento ci sta se guardiamo il logo, ma tra il passato e il presente, in casa Ds, c'è un abisso. Denominatore comune resta, appunto, il marchio. Ma la differenza tra la nuova Ds3 Cabrio e le sue antenate è incolmabile. E lo si nota ancora di più vedendole fianco a fianco, nel piazzale del Ds Store sulla Tiburtina, a Roma: la nuova Ds3 Cabrio (tetto apribile elettricamente, ma solo la parte superiore, fino alla velocità di 120 orari), compatta, comoda e tecnologica; le Ds d'epoca, prestate per l'occasione dai proprietari appassionati (tra le Dee, quella appartenuta al maestro Ennio Morricone e quella del presidente del Napoli, Aurelio de Laurentiis), semplicemente maestose ed emblema della «dolce vita» parigina e sulla Costa azzurra degli anni '60. Non per niente la Ds era chiamata Dea. L'antenata, per l'andata, dalla Tiburtina fino al resort Casali S. Brigida, che si raggiunge dopo aver costeggiato il «povero» (d'acqua) lago di Bracciano; la «discendente» per il rientro a Roma. Un viaggio nel passato e nel presente, che guarda sempre più al futuro, interessante e ben organizzato dal marchio Ds, emanazione premium di Psa Group.

Viva la sincerità: ci siamo divertiti di più all'andata, al volante di una splendida Ds21 decappottabile, grigia con interni bianchi, prodotta nel 1967. Il suo valore? Fino a oltre 200mila euro. L'abitudine alle comodità (servosterzo, cambio automatico, freni con Abs, sistema multimediale, ecc) diventa subito un ricordo. E il fatto di viaggiare senza la cintura di sicurezza (è prevista quella a due punti di attacco, ma non l'abbiamo trovata) ci fa sentire in colpa. Ma in questo caso si può fare, ci sussurrano gli amici del Centro documentazione storica Citroën, presenti all'evento con la loro dinamica presidente Ilaria Paci.

Compagno di viaggio e seduto dietro è Fabrizio Consonni, del Centro documentazione storica Citroën di Sinalunga (Siena). È lui che ci fa da istruttore, in pratica un ritorno alla scuola guida. La nostra Ds21, disegnata da Flaminio Bertoni, ha un motore a corsa lunga aste e bilancieri di 2.175 cc e una potenza di 109 cavalli, progettato da Walter Becchia, il papà del propulsore della Traction Avant. Il volante duro, con la leva del cambio a 5 marce, il paraurti con le prese d'aria, il freno a bottone (sotto il pedale una valvola agisce sull'impianto in base al carico della macchina; più peso c'è a bordo e più la frenata è potente): tutto questo per dire che occorrono una decina di chilometri prima di farci la mano.

Dimenticavo due particolari: l'accensione avviene pigiando un bottone, come sulle auto moderne, e prima di partire bisogna attendere che la macchina si «alzi».

«Il motore è molto elastico, non occorre cambiare spesso», suggerisce Fabrizio. Stupenda la radio, vero accessorio d'epoca, una Becker, con i suoi tasti L, M, K, U. Il sole picchia forte ma viaggiare con la capote in tela tutta giù è un piacere. Chiediamo lumi sui consumi: 12/13 chilometri nel ciclo extraurbano, 8/9 in città. Almeno 100 euro per il pieno di benzina verde (si è resa necessaria la variazione dell'anticipo).

E pensare che sono passati 50 anni dalla produzione di questo modello, mezzo secolo che ha visto l'auto protagonista di una trasformazione incredibile. Che continua, riservando sorprese giorno dopo giorno, e che troviamo sulla Ds3 Cabrio. In questo caso è tutta un'altra storia: 5 posti, il «Motore dell'anno» PureTech da 110 o 130 cavalli, anche nelle versioni più prestazionali da 165 e 208 cavalli (Performance). Non mancano i sistemi di assistenza alla guida e quelli preposti alla connettività. È in listino a partire da 23.000 euro.