Ducati, la doppietta storica e la triste festa

Jorge annuncia l'addio, tornerà in Yamaha: "Non hanno creduto davvero in me"

nostro inviato al Mugello

Il fatto: la Ducati è una moto meravigliosa, la doppietta è storica al Mugello, Dovizioso è tornato in lotta per il titolo e Lorenzo è tornato ad essere «un grande pilota». Meglio: «Un campione». Riassunto: queste definizioni, cioè «grande pilota» (autore Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati) e «io sono un campione, non un grande pilota» (autore Jorge Lorenzo), segnano lo spartiacque fra quello che sarà e quello che sarebbe potuto essere. Senza quella legittima valutazione fatta da chi paga 12 milioni di euro l'anno un pilota che da un anno e mezzo non riusciva a vincere, oggi in Ducati sarebbe solo festa. Invece il team italiano in lotta per il titolo dovrà affrontare tutto il resto della stagione con due grandi moto, due grandi piloti, ma uno ormai partente e non necessariamente alleato.

E infatti. «È fantastico vincere con la Ducati il Gp d'Italia ma francamente la cosa più bella è stata essere tornato al successo dopo oltre un anno e mezzo e dopo tutte le critiche ricevute...» si sfoga Jorge. «Io sono orgoglioso, io sono sincero, non avevo disimparato, non cercavo scuse, se mi avessero dato prima quello che chiedevo a livello tecnico, avrei già vinto... Sarà un caso, ma io chiedevo anche un serbatoio leggermente diverso per stare più a mio agio in sella, è arrivato qui e ho trionfato... L'ingegner Dall'Igna ha cercato di accontentarmi, ma non ha creduto in me al 100%, l'ha fatto troppo tardi...».

Prologo: alla vigilia del Mugello, il pilota spagnolo aveva annunciato che per i prossimi due anni sarebbe stato a posto. In molti avevano pensato che ci fosse ancora margine per restare in Ducati, che la sua fosse pretattica dopo aver capito che la Casa italiana era estremamente delusa del suo rendimento. Ieri l'ad Ducati Domenicali ha cercato di tenere aperta la porta che ormai pareva chiusa: «Sono contentissimo per Jorge, è un ragazzo d'oro, siamo felici di essere riusciti a dargli la moto che voleva per fargli tirare fuori tutto il suo talento... con lui stiamo parlando di futuro, nulla è ancora già deciso...». E così il general manager di Ducati Corse, Dall'Igna: «Ragionare sul suo futuro ancora con noi? Perché no...».

Parole che però non hanno fatto breccia nel maiorchino. «Ho vissuto tanti momenti duri e questa è la vittoria più importante della mia vita, ma sfortunatamente è tardi per ritrovare un'intesa con Ducati... fra sette giorni saprete dove andrò...». Lo sa bene Valentino: «Sono sincero: lui è fortissimo e io avrei preferito avere per compagno un pilota che va piano...».

Commenti

afafdert

Lun, 04/06/2018 - 12:51

"12 milioni di euro l'anno un pilota che da un anno e mezzo non riusciva a vincere"... Ma in Italia non hanno ancora capito che degli spagnoletani non c'è da fidarsi? Non hanno ancora capito che gli spagnoletani odiano l'Italia e fanno di tutto per danneggiarla perchè mal sopportano che comunque l'Italia con tutti i suoi problemi è ancora un paese economicamente più forte della Spagna?