Dura replica di Macalli" Agnelli rovina dell'Italia" ma le big vogliono il rinnovamento

Continuano i fuochi d'artificio nei dintorni della FIGC. Dichiarazione al vetriolo di Agnelli, e replica, se possibile, ancora più aspra di Macalli, ma il Gotha del calcio vuole il cambiamento

Macalli spara su Agnelli "Senza quel nome lavorerebbe al tornio"

Il momento scelto è stato il via ufficiale al calciomercato e Mario Macalli, numero uno della Lega Pro ha usato parole di incredibile durezza nei confronti di Andrea Agnelli, che nella giornata di ieri aveva stroncato senza mezzi termini l'idea di una candidatura di Tavecchio alla guida della Federazione, valutando tale opzione come non autorevole.

Macalli ha iniziato il suo durissimo affondo affermando di poter dire, a differenza degli Agnelli, di lavorare, produrre e pagare le tasse. Secondo il presidente della Lega Pro, la famiglia piemontese avrebbero infatti, al contrario, "spolpato il Paese"

Ha quindi invitato Andrea Agnelli a non offendere quando esprime il proprio pensiero, in quanto nessuno può assumere certi atteggiamenti, nemmeno se si è Presidenti del più importante club italiano. Poi è stato ancora più pesante, dicendosi certo che Agnelli, se non portasse un cognome così importante, oggi sarebbe probabilmente a lavorare in un tornio e che lui, a differenza del presidente della Juve:

"Mangia a casa propria, non con i soldi dell'esecutivo italiano". 

Quindi ha affermato che in questo momento "la democrazia viene sbeffeggiata", perchè Tavecchio si è semplicemente presentato con il proprio programma, chiedendo i voti, come si fa in ogni competizione democratica. Quindi ha messo l'accento su come, secondo lui, chi oggi critica Tavecchio è lo stesso che, insieme ad altri dirigenti del calcio nostrano:

"Ha messo per anni in uno stato d'impasse il sistema calcio".

A questo punto, a sostegno della sua tesi, ha voluto ricordare come la massima serie abbia per più di un anno disertato le sedute del consiglio federale perchè puntava ad avere più giocatori stranieri e "oggi pretenda di dare lezioni". Questo, secondo Macalli, rende palese il fatto che i dirigenti come Agnelli "parlano semplicemente per dare aria alla bocca".
Infine il Presidente della Lega Pro, che valuta positivamente la candidatura di Tavecchio, ha affermato che:

"Le società di Lega Pro decideranno in autonomia", ma che lui "ha il dovere morale di renderle edotte su ciò che pensa".

Una difesa da parte di Macalli, autore di buone cose in Lega Pro ( la necessità, ad esempio, da anni del bilancio in attivo per l'iscrizione), della vecchia nomenklatura, probabilmente, destinata a sortire scarsi efeftti, considerando che sulla scia di una necessità di rinnovamento della FIGC evocata da Agnelli e Barbara Belusconi, nelle ultime ore, si sono accodati anche Pallotta e De Laurentiis

Commenti

UESSEI

Ven, 11/07/2014 - 00:01

L'unico rinnovamento che pretendono i presidenti dei grandi club è quello di ridurre il campionato da 20 a 16 squadre, dimenticando che con tale numero, giocano tutti i massimi campionati europei. Questo ...... rinnovamento, significa risparmiare, ma non per far grande la nazionale, ma per poter acquistare meno giocatori, ma sempre non italiani. La campagna acquisti è sempre più extra nazionale, e pertanto come si può pretendere che si abbia una rappresentativa decente, se nelle squadre di maggior peso, non giocano giocatori italiani? La risposta la diano i fautori del rinnovamento. Il miglio giocatore ai mondiali è stato Verrati del PSG, se ne sono accorti gli uruguagi e a farlo fuori con un pestone, è stato proprio il suo compagno di squadra Cavani. C'è un detto che dice, che non si può avere la moglie piena, e la botte ubriaca, o anche la quartina si un sonetto, che non è niente male - Tribuno qui vedi | dormiente plebaglia - con questi lo scriba | ben poco vale - ma se gladiatore | sul carro sale - con fanatismo | furente si sveglia