Dybala da fenomeno a paradosso bianconero Ritrova il gol, ma non ancora il posto fisso

Può saltare il Napoli, ma si consola così: «Io l'unico a giocare con CR7 e Messi»

Torino Adesso che Dybala si è rimesso la maschera, bisognerà capire se Allegri gli permetterà di giocare da titolare Juve-Napoli. Perché il paradosso sta proprio qui: la Joya è stato coccolato fino a quando ha trovato il gol (contro un Bologna imbarazzante per pochezza tecnica e di temperamento) ed è andato in campo sia nel 4-3-3 che nel 3-5-2, però non è detto che domani sia titolare nella prima vera sfida al vertice di questo campionato. Di sicuro, visto che Ronaldo (squalificato per una partita di Champions, dopo il rosso di Valencia) e Mandzukic (rimasto a riposo nel match infrasettimanale) saranno certamente impiegati dal primo minuto, la maglia disponibile è soltanto una e i pretendenti, in assenza dello squalificato e infortunato Douglas Costa, sono due: ovviamente il numero 10, ma anche Federico Bernardeschi ovvero l'uomo nuovo di questa stagione bianconera. Ci sarebbe anche Cuadrado, ma il colombiano vive bene da sempre anche il ruolo di chi può spaccare la partita arrivando dalla panchina.

«Non credo Allegri abbia già pensato a chi mandare in campo ha spiegato Dybala dopo avere festeggiato, nel giorno dell'ottavo anniversario della morte del papà, un gol che mancava da 492' -. Non sarà facile nemmeno per lui: tutti possiamo fare tutto, ognuno con le proprie caratteristiche. Vediamo come andranno questi allenamenti che mancano allo scontro diretto: io sono comunque sereno. Segnare aiuta a ritrovare fiducia e a pensare certe giocate con più tranquillità. Il ruolo non è un problema: ogni tanto gioco da trequartista e devo cercare gli spazi giusti facendo da raccordo tra centrocampo e attacco, altre volte mi si chiede di stare più vicino alla porta».

Allegri, di suo, lo vede «tuttocampista, perché nella quantità lui può fare emergere un talento praticamente unico». Se domani giocherà o meno dal primo minuto non si sa ancora, ma la sensazione è che il peggio sia passato «perché sta ritrovando scioltezza e confidenza»: magari a fine stagione non arriverà ai 26 gol segnati l'anno scorso (dopo i 19 e i 23 precedenti), ma con CR7 in squadra diventa difficile badare ai numeri personali, come avviene con Messi nella nazionale argentina. «Ho la fortuna di essere il solo giocatore al mondo a poter giocare con entrambi ancora Dybala . Da due fenomeni del genere si impara costantemente. Le differenze tra di loro? Non ce ne sono: si allenano come matti, vogliono sempre segnare e vincere». Non fossero così, non sarebbero i numeri uno.