Dybala salva la Signora e Buffon

Altra incertezza del portiere, ma l'Udinese s'inchina all'argentino. E la Juve va a più 5

Due gol di Dybala e il gioco è fatto. Udinese battuta, più cinque sulla Roma e morale che rimane alto. Perché non può non essere così, vista la classifica. Sul gioco espresso dalla Juventus ci sarebbe in realtà da ridire, ma si sa che la prima partita dopo la sosta non è mai semplice da affrontare. Anche se poi ci sono quei giocatori che se ne infischiano di avere dormito poco e male sull'aereo: mettono i piedi in campo e, siccome appartengono ad altra categoria, fanno ugualmente la differenza. Paulo Dybala è appunto uno di questi: punizione magica a fine primo tempo, raddoppio su rigore a inizio ripresa, sesta doppietta personale in serie A (la seconda ai friulani) e tre punti in cassaforte per la Juventus. La quale inizia il match viaggiando a tre cilindri, comunque: messa in campo con un 4-4-2 che non è nelle sue corde e incapace di fare fluire il gioco. Perché Hernanes, al di là dell'errore che commetterà più avanti, non trova gli automatismi giusti e Lemina nemmeno. Senza Pjanic (indisposto), Khedira e Higuain, con Bonucci in panchina (richiamato all'ultimo causa il forfait di Chiellini, ko per i soliti problemi muscolari che ne mettono in dubbio la presenza in Champions contro il Lione), la manovra dei campioni d'Italia è quella che è: povera di fantasia, ma un po' povera di tutto.

Così l'Udinese, giochicchiando a basso ritmo, non appare neppure male: pareggia il possesso palla cosa che allo Stadium non è proprio frequente -, sfrutta la voglia di ben figurare dei suoi giovani (sei dei primi undici nati negli anni '90) e passa addirittura in vantaggio. Succede alla mezzora, dopo un incredibile gol sbagliato da parte di Mandzukic quasi a porta vuota, quando Hernanes non controlla un passaggio orizzontale di Evra permettendo a Jankto di battere Buffon con un sinistro dal limite. Due notizie a corredo: il numero uno (cui a inizio ripresa i tifosi della Sud dedicano uno striscione: Anche Superman a volte è solo Clark Kent. Gigi sempre nostro supereroe) non appare più così super e non è la prima volta in stagione, facendosi passare il pallone sotto il corpo e mancando di reattività, mentre il ceco potrebbe essere un buon giocatore in embrione. Per lui, ventenne mancino naturale, primo gol in serie A che segue i cinque realizzati nello scorso campionato di serie B con l'Ascoli.

La Juve deve reagire, ma non è che le armi abbondino. Ci pensa però Felipe e darle una mano, commettendo un fallo del tutto inutile al limite della propria area sull'innocuo Lemina: Dybala piazza la palla all'incrocio, festeggia il terzo gol stagionale (che poi diventeranno quattro) nelle ultime tre uscite dedicandolo a Bonucci e al piccolo Matteo, incitato a gran voce da tutto lo stadio appena iniziato il match. Insomma: la Juve che per la prima volta in stagione aveva incassato la rete inaugurale della partita, riusciva a rimettersi in carreggiata. Senza brillare ma ringraziando il piedino magico della Joya, in pratica l'unico ad avere qualche idea decente con la palla tra i piedi. Canovaccio rispettato anche strada facendo: prima l'argentino solleticava Karnezis, poi lo batteva su rigore aggiornando le statistiche personali dopo un inutile fallo di De Paul su Cuadrado.

Più o meno fine della storia, a quel punto. Anche se Delneri (primo allenatore della Juve targata Andrea Agnelli) vedeva in un paio di circostanze Thereau e Zapata (un mezzo palo all'attivo) arrivare dalle parti di Buffon con fare minaccioso. Dal 2-1 però non ci si spostava più né c'era modo di assistere all'esordio stagionale di Marchisio e a quello assoluto del sedicenne Kean: ci sarà tempo.

Commenti
Ritratto di Beppe58

Beppe58

Dom, 16/10/2016 - 09:41

Ragazzi,cominciamo un altro campionato... Le altre partano con dieci punti di vantaggio..

andy15

Dom, 16/10/2016 - 10:40

La partita l'ho guardata per 5 minuti, cioe' fin quando ho capito che dei 22 giocatori solo 2 erano italiani. Ormai non mi diverto piu' osservando questi scontri tra mercenari provenienti da tutto il mondo, senza nessunissimo attaccamento al territorio.