E allora speriamo che siano notti magiche

di Oscar Eleni

N otti bianche con magie. Sono le più belle e se sbarcano sulla Luna o Rivera segna il gol nella partita del secolo, se arriva una medaglia o un record, allora non devi pentirti perché hai esagerato bevendo per restare sveglio, se hai preferito l'alba e lo spaghetto al mezzogiorno di fuoco sulla battigia. Funziona sempre così quando le Olimpiadi, i mondiali di sport popolari, ci spalancano le porte della notte e possiamo tranquillamente dire che non è insonnia, ma passione. Sarà così da stanotte quando vedremo la fiaccola arrivare al Maracanà di Rio per far germogliare i semi che porteranno, insieme alle bandiere, gli atleti della trentunesima olimpiade nella zolla della speranza per avere un mondo che non calpesta la natura.

Verissimo, come diceva una grande educatrice francese amante di re, che non bisogna far dipendere la nostra felicità dagli altri, ma in questo viaggio cinque ore avanti ai campioni che si esibiranno in Brasile, vorremmo tanto poter essere allegri. Certo se vincono i tuoi connazionali è meglio, ma la magia delle Olimpiadi ti fa cambiare maglia come in quella indovinata pubblicità calcistica sul rispetto. Guardi tutto, ti emozioni per ogni impresa. Magari non per tutte le gare, ma confesserete che se va a segno un colpo di fucile, di pistola, una freccia di un italiano diventerete subito esperti e vorrete conoscere la storia del campione.

Certo domani sarà meno lunga del solito: Nibali e i ciclisti nel primo pomeriggio, sperando che la spadista Fiamingo ci dia la duecentesima medaglia olimpica della storia prima di mezzanotte. Da domenica notte in poi invece sarà nel nuoto che cercheremo la gloria avendone misurato e pesato la bella squadra che abbiamo mandato a Rio. Da Paltrinieri (vigilia di ferragosto) alla Pellegrini (domenica con la staffetta, mercoledì 10 nei 200 stile libero per l'ultimo urrah di una grande campionessa). Dopo il nuoto l'atletica e allora nessuno si perderà le finali dove il peccatore Gatlin sfiderà Usain Bolt, il re indiscusso da Pechino 2008, o vorrà perdersi la maratona femminile dove domenica 14 manderemo in gara una pasionaria di 44 anni, la pediatra senza frontiere Catherine Bertone. Scintille della scherma che ci ha dato il massimo come medaglie nella storia, passione vera per le quattro squadre che difenderanno la gloria storica nella pallavolo e nella pallanuoto. Armiamoci con tutto quello che serve, antizanzare e buone bevande. Che Olimpiade sia anche seduti davanti ad un televisore.