E Antonio diventa il tormentone dell'estate

Il futuro di Conte: ieri voci di un accordo con il Psg smentite dall'allenatore. Figc alla finestra

Ogni estate ha il suo tormentone, la canzone che vive del successo da spiaggia. Quest'anno c'è soprattutto Antonio Conte. Un po' se l'è cercata con quelle dimissioni choc che hanno provocato un terremoto alla Juventus. E adesso gli tocca ballare, suo malgrado. Non passa giorno che qualcuno lo candidi per la panchina della Nazionale, per la quale lui stesso, nel dire addio ai bianconeri, aveva lasciato aperta una porta. E quindi fa parte del gioco in un pallone italiano che si lecca ancora le ferite dopo il Mondiale e che deve trovare un governo e soprattutto un allenatore. E l'unione che non c'è per la scelta di un presidente federale, c'è su Conte nuovo ct.

Il Conte che unisce e il Conte che destabilizza. Come la voce di ieri «Conte al Psg», scritta in Italia, ma rimbalzata dalla Francia. Ma da quelle parti, a Parigi, già si deve fare i conti con un italiano, Vincenzo Nibali, padrone del Tour de France. Vedersi recapitare anche il tre volte allenatore campione d'Italia, sarebbe davvero difficile da sopportare insieme a un siciliano davanti a un francese sugli Champs Elysees. E sempre Conte toglierebbe il posto a un francese, Laurent Blanc, sulla panchina della squadra campione di Francia. Insomma, per l'orgoglio transalpino davvero troppo.

Allora ecco che la palla «avvelenata» viene rilanciata dall'altra parte delle Alpi. L'Equipe parte lancia in resta e, sempre via web, scrive che il Psg smentisce qualsiasi contatto con Conte per la sua panchina. Non solo: si aggiunge il carico da novanta perché la notizia sarebbe stata fatta circolare ad arte «dall'entourage di Conte per fare pressioni su un altro club italiano con il quale è in trattativa», rivela il giornale francese. La storia si fa surreale.

E Conte che fa? È rifugiato con la famiglia al mare per scaricare lo stress dell'addio. Agli amici che gli hanno detto della storia del Psg ha negato tutto con frasi ironiche. Poi è arrivata la smentita ufficiale dettata all'Ansa: «Ho appreso, mentre sono in vacanza, di presunti contatti tra un non meglio precisato “mio entourage” e il Psg. Non usufruendo di agenti o entourage ed essendo la presunta notizia priva di qualsivoglia veridicità, resto stupito dalla facilità con la quale è stata pubblicata».

Conte ha sistemato così il fronte italiano, quello francese non è considerato perché al momento di congedarsi con Andrea Agnelli ci sarebbe stato anche un accordo di non allenare in Italia per un anno. Già la Juve, che è chiamata in questi giorni anche a parare il colpo di fronte ai tifosi arrabbiati. Con i fatti, cioè rilanciando fortemente il mercato. Ma anche a parole come quelle di John Elkann che ieri ha proiettato la Juve oltre Conte. E poi i cinguettii «sulle colpe altrui» nei giorni scorsi della signora Agnelli a difesa del marito Andrea. Dal comunicato di saluto del presidente bianconero a Marotta e allo stesso Elkann, la verità del club sull'addio dell'allenatore sarebbe da ricercare nella sua mancanza di motivazioni.

E su Conte dall'addio è stato un inseguirsi di voci. Voci improbabili di mercato, e voci surreali per disegnare scenari attorno al suo nome. Conte libero diventa buono per tutti gli usi, in realtà al momento solo per la Nazionale. Fino alla prossima voce.