E l’Italia s’affida a Cassano e Balotelli

Scusate se oggi parliamo di calcio autentico. Scusate se stasera riapriamo uno stadio, quello di Zurigo, e riaccendiamo i televisori per sapere della nostra Nazionale. Euro 2012 (cerimonia di apertura l'8 giugno) è dietro l'angolo, la sagoma minacciosa della Spagna incombe sugli azzurri (appuntamento a Danzica la sera del 10 giugno) e sulla qualificazione che deve passare poi attraverso i confronti spietati con Croazia e l'Irlanda del Trap. Si tratta dell'unico test, quello appunto svizzero di stasera al cospetto della Russia, capace di fornire le notizie essenziali sull'Italia di Prandelli. I recuperi clinici di Chiellini e Montolivo, per il difensore juventino prudenza suggerisce di soprassedere all'amichevole, hanno in parte cancellato l'angoscia del ct Cesare Prandelli, in queste ore assediato da altri tormenti che sono rintracciabili nelle altre pagine del giornale.
Dev'essere per tutti gli azzurri una sorta di liberazione oltre che di sfogo questo blitz a Zurigo al fine di darsi reciprocamente una occhiata e mettere a punto intese e schemi che sono tutti da inventare in qualche caso. Zero il tempo a disposizione tra la fine del campionato e l'inizio dell'europeo. «Non sono preoccupato, hanno lavorato bene i ragazzi» la garanzia di Prandelli. Nel suo ottimismo di bandiera c'è evidente la voglia di mettere in un cantuccio veleni e rancori, anche polemiche feroci con magistratura e cronisti inquirenti, per difendersi col linguaggio che gli azzurri conoscono meglio. A plateale conferma del buon clima dentro le mura antiche di Coverciano violate dai poliziotti spediti da Cremona, ecco il particolare servito dal Ct con l'intento dichiarato di spostare sui due Gianburrasca della compagnia, Balotelli e Cassano, i riflettori della cronaca. «Ho visto Balotelli sereno e motivato» è l'altro giudizio accompagnato dal retroscena gustoso. «I due vanno così d'accordo che Mario ha chiesto ad Antonio di dormire insieme nella stessa stanza. Cassano gli ha risposto: beh, adesso non esageriamo». Un sorriso, please. Ne ha bisogno l'Italia del pallone che di fatto comincia questa sera la sua avventura europea. Saltato l'allenamento col Lussemburgo («stiamo pensando a delle iniziative concrete per le popolazioni colpite dal terremoto» il resoconto del ct in materia), c'è una sola occasione per provare lo schieramento da opporre alla Spagna, sfida d'apertura del torneo azzurro e perciò decisiva per orientare il destino nel girone complicato dalla presenza dei croati.
A dimostrazione che dietro il talento acerbo e inespresso di Balotelli, c'è proprio tutta la Nazionale, Prandelli apparecchia il secondo fuori onda per i cronisti, argomento il razzismo questa volta. «Dovesse esserci una manifestazione del genere nei confronti di Mario, entreremmo tutti in campo dalla panchina, a costo di prenderci il rosso. Anzi, ci stiamo già allenando» è la chiosa del Ct a dimostrazione che si può anche sdrammatizzare su un tema che attira spesso ipocrisie e letture sbiadite. Balotelli e Cassano, Antonio e Mario, due nomi tra i più comuni nel Belpaese, sono i due geni a cui è lecito chiedere qualche gol, giocate divertenti e anche l'estro per uscire con qualche soddisfazione dal girone di Polonia e Ucraina dove saremo presi di mira per le vicende dello scandalo, non certo per altro. E infatti lo stesso Prandelli non può evitare di far riferimento al suo calcio, «era un altro, quando perdevo non uscivo di casa la sera dalla vergogna», e di precisare che è venuto il momento, a proposito dei protagonisti del malaffare, di «non parlare più di 40-50 sfigatelli». E infatti ecco servita la circostanza migliore: occhi all'Italia di questa sera a Zurigo, con le maggiori attenzioni puntate sul duo d'attacco sostenuto da Montolivo utilizzato come tre-quartista atipico, mentre l'"avvisato" Bonucci può e deve resistere alle pressioni e fare le veci di Chiellini, risparmiato dal Ct con qualche buon motivo. Le altre scelte, dallo stesso Balzaretti a sinistra sulla linea difensiva, ai tre di centrocampo, sono scontate e han bisogno solo di fornire attestati relativi alla rispettiva salute. Si sa benissino che la Juve ha finito col fiatone il campionato, che molti di loro hanno dato il meglio per mesi, Pirlo tra questi, e che è naturale concedere loro qualche settimana per rifiatare e riprendere la corsa. Ma il tempo delle attese, dei calcoli e anche del riposo è già finito. Da stasera bisogna cominciare a fare sul serio. E a riparlare di calcio sano, se possibile.