E Maradona propone di costruire una statua di CR7 a Lisbona

Il suo sfogo dopo il rigore di Fabregas che ha spento il sogno europeo di CR7 e del Portogallo ha fatto il giro del web. Le telecamere del circuito internazionale sono state impietose: i calciatori de La Roja a pochi metri di distanza a festeggiare la terza finale consecutiva raggiunta, l’immagine trasfigurata di Cristiano Ronaldo immobile a centrocampo in attesa di battere un penalty che non calcerà e un chiaro labiale «injusticia, injusticia». Una parola detta due volte, in modo che il mondo intero potesse leggere la delusione e la rabbia dell’asso di Funchal.
La marcia verso quella che poteva e doveva essere la sua stagione, si è fermata nello stesso modo in Champions League e all’Europeo: a un passo dalla finale e sempre ai rigori. Cristiano Ronaldo non è riuscito a fare uscire la sua nazionale dall’incubo del 2004, quando perse dalla Grecia nel più incredibile dei modi una finale giocata in casa. Nè è riuscito a vendicare l’ultima delusione del Mondiale, quando i cugini della Spagna li punirono negli ottavi con un gol di Villa.
I giornali portoghesi elogiano comunque la nazionale lusitana: «L’orgoglio si è stampato sulla traversa, abbiamo avuto il torneo fra le mani», titolano A Bola e O Jogo riferendosi a una squadra che aveva messo alle corde i campioni del mondo e d’Europa. Correo de Manha parla invece di «azzardo della lotteria» che ha vinto sui lusitani più che la stessa Spagna ma nello stesso tempo si chiede come mai la stella del Real fosse stato incaricato di tirare l’ultimo penalty. Cristiano Ronaldo evita polemiche: «Ci sentiamo molto frustrati, meritavamo la finale. Sono triste perchè abbiamo perso una grande occasione».
La delusione è forte, CR7 voleva mettere la ciliegina su una stagione straordinaria: oltre a ritoccare il record di realizzazioni stagionali nella Liga (46 reti in 38 match per un totale stagionale di 60 in 55 partite, coppe comprese) e a vincere il campionato spagnolo con il Real di Mourinho, il portoghese era riuscito a ergersi a leader di una nazionale in cui ha sempre fatto fatica a vestire i panni del condottiero. Qualità e personalità messe al servizio della squadra, che non gli hanno impedito di chiudere l’anno con 69 centri all’attivo. La Scarpa d’Oro come migliore bomber europeo è in arrivo, ma lui punta al premio più prestigioso: il Pallone d’Oro di France Football. La finale mancata a Euro 2012 potrebbe essere un punto nero della sua annata, ma il suo rivale principale, Leo Messi, ha fatto peggio fermandosi a zero tituli (tanto per usare una frase di Mou). Altri avversari potrebbero essere il Drogba trascinatore del Chelsea vincitore della Champions, ma disastroso in Coppa d’Africa con la Costa d’Avorio, gli spagnoli Xavi e Iniesta (ma dovranno alzare la Coppa domenica a Kiev), il Pirlo sponsorizzato in Italia che però rimase a bocca asciutta negli anni di grazia 2003, 2006 e 2007.
Intanto il campione argentino più famoso, Diego Maradona, fa uno sgarbo a Messi e chiede per Ronaldo l’edificazione di una statua nel centro di Lisbona per meriti sportivi. Cristiano preferirebbe forse alzare un trofeo.