Mazzarri sogna un'altra Firenze

Serve una partità così, ma il tecnico è scuro in volto: "Penalty? Lasciamo perdere... Zanetti? Con l'età  le energie cambiano. Hernanes? Spero possa giocare"

Appiano Gentile - La settimana scorsa non vedeva l'ora che iniziasse la partita per vedere la sua squadra in campo, adesso, vigilia di Roma-Inter, è un Mazzarri scocciato. Parla, ma ha poca voglia. C'è qualcosa che non gli è garbato, forse il pari con il Cagliari, proviamo a capirlo: «Rigori? Preferisco lasciar perdere. La Roma può vincere lo scudetto? Preferisco guardare in casa mia. Icardi ha la mia fiducia? Non si tratta di quello ma di star bene o non star bene. Come ci siamo allenati? Abbastanza bene. Hernanes? È convocato, vediamo se potrà giocare dal primo minuto. Olimpico senza curve? Ho detto ai miei che si gioca undici contro undici. Zanetti? Le energie cambiano, da 20 a 25 anni, da 30 a 35, si può agire con meno rapidità. Le polemiche sugli arbitri? Non leggo i giornali. Thohir? Ha detto che si andrà avanti assieme se sposerò la linea societaria, mi sembra normale. Bergonzi l'ultimo a darci un rigore? Penso solo a fare una buona partita. L'omofobia? Non intendo rispondere a questa domanda».
Qualcosa c'è, non che avesse il muso ma il tempo stringe, quelle dietro spingono e questo non è certo un turno favorevole. Il Verona riceve il Bologna, il Torino la Samp, il Parma il Sassuolo a Reggio Emilia,e l'Inter è all'Olimpico contro la squadra che ha subito solo 11 reti in 24 partite. Servirebbe la partita di Firenze, Mazzarri ha parlato di prova superba e vorrebbe rimettere in campo quella formazione con il dubbio Hernanes, convocato, e l'idea di riciclare Milito in un ruolo già ricoperto in passato da grandi bomber nella seconda fase della loro carriera: dentro nell'ultima mezz'ora o quarto d'ora. Dipende dal minutaggio di Mauro Icardi che all'Olimpico dovrebbe partire dal primo minuto, questa la grande novità. Ma meglio non stuzzicare Mazzarri ricordandogli che la richiesta di impiegarlo con più continuità arriva dritta dritta dai desideri del presidente. Milito dentro nel finale di partita comunque avrebbe una serie di indicazioni positive facilmente intuibili. Il vero dubbio riguarda Hernanes che Mazzarri tratta come un vaso cinese: «È un generoso, è un giocatore che dà pochissima attenzione al suo dolore. L'abbiamo lasciato a riposo per far sì che si scaricasse, questo problemino che si trascina (agli adduttori), non è di semplice soluzione, è convocato e vediamo se sarà impiegabile dal primo minuto». Il commento finale snocciolato con una smorfia. In caso di forfait del brasiliano l'alternativa è Alvarez, il resto è la squadra di Firenze che è poi anche quella di domenica a San Siro con il Cagliari.
Non è noto il colloquio che Mazzarri ha avuto con Thohir: «S'è parlato di tante cose - ha detto -, ma qui si entra nella sfera del privato». Ma qualcosa trapela, per esempio il nuovo corso con gli ultimi eroi del Triplete, una scelta sempre più evidente. Thohir (che ieri ha ufficializzato la nomina di Michael Williamson - ex DC United, il club americano di ET - a direttore finanziario) si è scusato per non essere riuscito a incontrare Zanetti, assente in campo dal 9 gennaio. Ieri le parole di Mazzarri. Kuzmanovic preferito a Cambiasso, Milito che scala. Forse Thohir quando parlava di un'Inter più giovane si riferiva a questo, anche se lasciava intendere un travaso di Primavera in prima squadra.
Comunque la classifica non è migliorata, ma la squadra sì, non ha ancora contorni precisi ma è cresciuta, tutti i pareggi, 10, sono stati strameritati, punti rubacchiati pochi, ha credito, qualcuno forse ha dimenticato il precampionato, 2-0 col Chelsea, 4-0 con il Valencia, con il Real, 3-0 il commento più duro dagli stessi madridisti: mai vista una squadra così scarsa. Non c'è da mettere pressione addosso alla squadra, ce n'è abbastanza con un pericolo in più: Jonathan, Juan Jesus, Nagatomo, Samuel, Rolando, tutta la difesa è in diffida.