E se ci fosse stata la Var? I 5 casi da moviola più eclatanti della storia del calcio

Dal fallo di Iuliano su Ronaldo al gol annullato a Muntari, dalla rete in fuorigioco di Mijatovic nella finale Real-Juve al doppio stop con il braccio di Henry, passando per la leggendaria 'Mano de Dios' di Maradona, gli episodi 'cult' che, se rivisitati con la Video Assistance Referee, avrebbero cambiato il corso del pallone

E se il 26 aprile di 19 anni fa ci fosse stata la Var? Se lo è ironicamente chiesto Massimo Moratti, a nome di tutti i tifosi nerazzurri, rammentando il celeberrimo rigore negato a Ronaldo, ostruito frontalmente da Mark Iuliano, al minuto 70 di Juventus-Inter, con i bianconeri in vantaggio 1-0.

Il rigore negato a Ronaldo

Mancavano tre turni alla fine, in classifica la squadra di Marcello Lippi era un punto sopra i ragazzi di Gigi Simoni. Quel penalty, se concesso attraverso l'utilizzo della moviola in campo, avrebbe forse cambiato le sorti del match e dell'intero campionato: ammesso che il Fenomeno avesse segnato dagli undici metri, l'Inter avrebbe pareggiato, vinto non potremo mai saperlo, così come non potremo mai sapere se la Vecchia Signora si sarebbe poi fatta sfuggire il 25esimo scudetto nelle giornate rimanenti. Anche se, secondo il popolo della Beneamata, per un caso così evidente persino a occhio nudo, non ci sarebbe stato bisogno della Var.

Il fuorigioco di Mijatovic

Ma l'episodio 'cult' del Delle Alpi non è l'unico in grado di stuzzicare la fantasia dei revisionisti della storia del calcio. Sempre nel 1998, nemmeno un mese dopo, ma stavolta ai danni della Juve, il 20 maggio all'Amsterdam Arena, Predrag Mijatovic segnò in posizione di offside la rete che valse al Real Madrid la sua settima Coppa dei Campioni. "Ho sempre detto che non era fuorigioco per la semplice ragione che nessuno dei giocatori della Juventus protestò e sappiamo benissmo che in queste occasioni tutti i calciatori, ancor di più se italiani, protesterebbero. E non fu così", ha dichiarato in maniera provocatoria l'ex attaccante montenegrino. "C'era Pessotto che lo teneva in gioco", ha spiegato l'ex terzino delle Merengues Christian Panucci. Ma, se al minuto 67 l'arbitro tedesco Hellmut Krug avesse chiesto aiuto alla Var, forse non sarebbe stato dello stesso avviso.

La Mano de Dios

Andando più indietro nel tempo, proviamo a immaginare se il 22 giugno 1986, quarti di finale dei Mondiali in Messico, al minuto 51 di Argentina-Inghilterra l'arbitro tunisino Ali Bin Nasser avesse fermato il gioco e si fosse diretto a bordo campo per verificare sul display della Var se Diego Armando Maradona, approfittando della goffa respinta a campanile del portiere inglese Steve Hodge, avesse davvero spinto con il pugno il pallone del provvisorio 1-0 albiceleste (il Pibe de Oro raddoppiò quattro minuti più tardi con quell'indimenticabile coast to coast, l'Inghilterra dimezzò lo svantaggio a nove giri di orologio dal termine): probabilmente, con il gol annullato per fallo di mano, la Nazionale di Carlos Bilardo non avrebbe avuto la strada in discesa verso le semifinali contro il Belgio, né tantomeno sollevato la sua seconda Coppa del Mondo in faccia alla Germania. Ma, soprattutto, non sarebbe stata tramandata la leggenda della 'Mano de Dios'.

La doppia aggiustatina di Henry

Il 18 novembre 2009, Thierry Henry diede molto più di una mano alla Francia per qualificarsi ai Mondiali in Sudafrica: durante i tempi supplementari dello spareggio, l'attaccante transalpino usò anche l'avrambraccio per aggiustarsi un pallone in area e servire a William Gallas l'assist che estromise l'Irlanda dalla rassegna iridata, dopo che la Nazionale di Giovanni Trapattoni aveva vinto l'andata per 1-0 e nella serata del ritorno allo Stade de France aveva concluso il secondo tempo regolamentare in svantaggio per via del gol di Nicolas Anelka. Con l'ausilio della Var, siamo certi che l'arbitro svedese Martin Hansson avrebbe rilevato il doppio stop braccio-mano di Henry e il Trap si sarebbe giocato nei minuti finali le proprie chances per volare nel Continente Nero. Pare che la Nazionale del quadrifoglio abbia ricevuto dalla Fifa un risarcimento di 5 milioni di euro. Grassa consolazione.

Il non-gol di Muntari

Il quinto caso da moviola più eclatante non poteva che essere il famoso non-gol di Sulley Muntari in Milan-Juventus del 25 febbraio 2012: intorno alla mezz'ora, il centrocampista ghanese spinge di testa il pallone del possibile raddoppio dei rossoneri (avanti grazie a Nocerino), Gigi Buffon para, ma né l'arbitro Paolo Tagliavento né l'assistente Roberto Romagnoli si accorgono che il portiere bianconero ribatte la sfera abbondantemente al di là della linea di porta. Alessandro Matri firmerà il pareggio che di fatto interruppe la marcia dei rossoneri, agevolando il sorpasso della Juve che si completò qualche giornata più tardi con la conquista del primo dei tre scudetti consecutivi dell'era Antonio Conte.

A partire dal gol fantasma di Geoff Hurst nella finale di Wembley tra Inghilterra e Germania Ovest (4-2) ai Mondiali del 1966 (immagini ancora in bianco e nero), potremmo elencare chissà quanti altri episodi che sono rimasti impuniti e che, attraverso la moviola in campo, avrebbero avuto un destino diverso, cambiando così il corso della storia e modificando i tabellini sugli almanacchi. Ma il calcio è bello perché è... Var.

Commenti

filoforte

Gio, 07/09/2017 - 08:51

Con la var la juve oggi avrebbe 10 scudetti in meno