E sta facendo rinascere anche il Faraoneil commento 2

La sera di Eindhoven sarà ricordata per un paio di buoni motivi. Primo perché Abbiati ha ripreso le vecchie e discutibili abitudini di alternare parate convincenti a sfondoni imperdonabili, secondo perché ha segnato l'inizio della rinascita di Stephan El Shaarawy. Come ogni risveglio in fatto di calcio, dopo l'eclissi durata 6 mesi addirittura, quello del Faraone rossonero è solo l'inizio di un rassicurante ritorno al suo rendimento stratosferico registrato nel secondo semestre del 2012. Per intendersi meglio: non è ancora agile, fulmineo nell'irrompere in area di rigore e nemmeno spietato nel centrare la porta. In Olanda, nello stadio che fu del primo Ronaldo (quello vero) e prima di Romario oltre che di Gullit, il suo gol di testa è stato il lampo accecante accompagnato da qualche errore di mira non proprio perfettamente spiegabile. Per esempio, nella ripresa, è arrivato primo sulla palla, ma invece d'indirizzare la palla in rete se l'è ritrovata addosso. È forse una questione anche di sfortuna.
A questo punto El Shaarawy può solo migliorare. Può e deve prendere slancio e convinzione dal sigillo di Champions per tornare quel ragazzo spensierato di qualche tempo fa, che non si fa un cruccio per un voto in pagella considerato immeritato, che non consuma molti minuti a pettinarsi la benedetta cresta, negli spogliatoi a fine partita. Deve migliorare il bagaglio tecnico (fa un solo movimento, finta di partire a sinistra e chiude verso il centro) e gridare al mondo intero quel che si è visto a Eindhoven, specie nel secondo tempo. E cioè che Mario Balotelli è per lui una risorsa, non un problema. Un aiuto anche psicologico visto l'incoraggiamento lanciatogli dopo aver mancato a porta spalancata il secondo gol su assist delizioso del suo sodale. Forse è venuto il momento di cestinare quel pregiudizio che è diventato, col passare delle partite senza gol e con l'avanzare deciso sulla scena di SuperMario, un nervo scoperto del figliol prodigo rossonero. El Shaarawy può giocare in coppia con Balotelli, può partire anche da destra, può fare gol anche di testa (mai gli era riuscito l'anno passato). Come nella famosa poesia di Kipling, se il piccolo faraone riuscirà a fare tutto questo diventerà un uomo. E naturalmente anche un campioncino.