Ebrei e omosessuali Tavecchio abbocca ancora all'«osteria Italia»

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Ultime notizie da Carlo Tavecchio: non è soltanto razzista ma anche antisemita. Una ne pensa cento ne dice. Lo scrive il Corriere della Sera che ha ricevuto la registrazione di pensieri e parole del presidente federale in un colloquio con Massimiliano Giacomini, editore di SoccerLife , sito di sport e affini.

A Tavecchio non bastava "Opti Pobà", frase di nessun senso ma di altissimo significato per l'Uefa che lo sospese dagli incarichi europei, non certo da quelli nazionali. Non bastava nemmeno la trappola radiofonica de La Zanzara con la telefonata del finto Moggi. Massimiliano Giacomini ha girato al Corriere una serie di conversazioni avute e anche registrate, nel giugno scorso, con il presidente federale. Conversazioni e non interviste, almeno così si dice e si scrive, durante le quali Tavecchio si è lasciato andare al solito frasario improbabile, definendo Cesare Anticoli, imprenditore che aveva comprato il palazzo della Lega Dilettanti, «un ebreaccio, meglio tenerlo a bada» e poi, parlando di un dirigente dell'antidoping, sollevando il "sospetto" (suo) che sia omosessuale, «non ho nulla contro gli omosessuali ma è meglio tenerli a distanza». Tavecchio è questo, tagliato con il falcetto, dice cose senza contare fino a dieci, dimenticando non solo di essere il massimo dirigente del calcio italiano, ma soprattutto di essere un bersaglio facile di amici e nemici.

Il Giacomini ha ammesso le proprie colpe, si fa per dire. Si è accorto, stranamente, con quattro mesi di ritardo, di avere in casa quelle registrazioni. Chi le ascolta si accorgerà della complicità dello stesso Giacomini che ridacchia, offre l'assist a Tavecchio sulla battuta degli omosessuali: «Come diceva Umberto Eco… eh, eh» e Taveccho completa: «Meglio tenerli a bada» ed è lo stesso Giacomini a ribadire su domanda di Tavecchio, che quel dirigente federale dell'antidoping è omosessuale, aggiungendo un'altra risata.

Fine della trasmissione e inizio del casino all'italiana. L'Arcigay chiede l'allontanamento da ogni ruolo di responsabilità di Tavecchio, in corteo si aggiunge Lapo Elkann il quale dice che le parole del presidente «sono una vergogna» (ma da quale pulpito…); l'Ordine dei giornalisti dice basta a Tavecchio ma non fa alcun riferimento al comportamento del giornalista. Il presidente degli ebrei di Roma chiede che lo sport faccia un passo indietro. A soccorso di Tavecchio arriva l'ambasciatore di Israele a Roma che ricorda come Tavecchio abbia aiutato Israele nel congresso Fifa, mentre gli Amici di Ndugu Zangu onlus sottolineano l'aiuto continuo che Tavecchio offre alla comunità in Kenya che ospita duecento bambini abbandonati.

Il casino è totale, Carlo Tavecchio dice di essere vittima di un ricatto, Giacomini ribatte che il presidente sta mentendo, minacciano entrambi azioni legali. La storia è miserabile, nella sua forma più che nella sua sostanza ma anche ridicola per lo sviluppo e i commenti che ha provocato. L'osteria Italia non si fa mancare nulla. Tavecchio è un oste della malora ma nella bettola entra brutta gente.