Ecco il Milan di Montella Pjaca novità se parte Menez

Il nuovo tecnico ha la missione di rilanciare il gioco L'Atletico ha chiesto Bacca: l'alternativa è Pavoletti

La missione affidata a Vincenzo Montella, tipicamente berlusconiana, è scolpita nel comunicato ufficiale pubblicato dal sito milanista martedì sera alle 22.30. A quell'ora s'è chiuso il negoziato con la Samp per ottenere lo sconto sulla clausola rescissoria. «È convinzione della società che la brillante proposta di gioco del nuovo tecnico sarà la base di una collaborazione importante, proficua e positiva», l'incipit con cui il tecnico napoletano di anagrafe ma toscano di adozione (Empoli la sua prima piccola patria da calciatore) è stato presentato a corte. E sul gioco si misurerà la sua bravura nella speranza di mettere fine a una girandola (6 allenatori cambiati in due anni e mezzo dopo Allegri, soltanto ora rimpianto apertamente) che non è mai stata nelle abitudini del club (Sacchi 4 anni, Capello 5, Ancelotti 8, Allegri 4 i capisaldi del trentennio berlusconiano).

Non è la prima volta che Montella è finito sul taccuino privato di Adriano Galliani grazie al suo calcio palleggiato e spettacolare (con la Fiorentina luccica il quarto posto ripetuto) senza avere a disposizione le stelle di prima grandezza. Il primo tassello è rappresentato dal sistema di gioco: Montella non ha tabù e può variare dal 4-3-3 al 4-3-1-2 con correzioni di rito senza mai tradire il primo comandamento della real casa che è quello di diventare padroni del gioco e del campo. È stato questo uno degli argomenti utilizzati da Galliani per ottenere il sì di Silvio Berlusconi dopo aver ricevuto l'approvazione di Gangikoff, rappresentante del consorzio cinese. Perciò, a rigore di logica, il Milan di Montella sarà rimodellato partendo dal centrocampo che deve diventare non più una trincea difensiva (nell'edizione del 4-4-2 di Mihajlovic) bensì un laboratorio di idee calcistiche.

Altrettanto definito l'elenco dei riconfermati nel quale, spicca il nome di Mattia De Sciglio, accostato negli ultimi tempi prima alla Juve (che ha poi virato su Dani Alves) e quindi al Napoli (offerta di 15 milioni respinta al mittente). Ieri mattina c'è stato un lungo e cordiale colloquio telefonico tra l'azzurro e Adriano Galliani nel corso del quale l'ad rossonero ha ribadito la scelta societaria comunicata contestualmente anche al suo agente: De Sciglio, dichiarato incedibile, sarà uno dei pilastri del prossimo Milan.

Le prime mosse sul mercato saranno concentrate sulla rosa da sfoltire (29 i convocati al raduno), in particolare degli attaccanti composta da ben dieci elementi, quindi in clamoroso soprannumero (ne giocano 3 fissi, al massimo possono diventare 7). Ora ne fanno parte Bacca, Luiz Adriano, Niang, Matri, Menez, Lapadula, Suso, Honda, Buonaventura e Verdi: Matri, Suso e Verdi saranno ceduti in prestito e solo la partenza di un altro esponente (Menez il più gettonato) può spalancare i cancelli di Milanello a Marko Pjaça, croato, classe '95, rivelazione dell'europeo, della Dinamo di Zagabria, da due anni sotto i riflettori degli osservatori milanisti. L'Atletico Madrid ha offerto 30 milioni per Bacca: se dovesse partire il sostituto sarà Pavoletti.

Tra le partenze sicure quella del portiere Diego Lopez (due richieste, la trattativa è a buon punto): per il ruolo di terzo portiere è in ballo il fratello di Gigio Donnarumma, Antonio, attualmente al Genoa.