Ecco gli orange. La triste sfida tra le escluse doc dal Mondiale

La Francia ha certificato la crisi del nostro calcio, ma Roberto Mancini mantiene i nervi ben saldi. Mostrando i muscoli e dando coraggio al gruppo. Il nuovo ct azzurro crede e sostiene la sua gestione, consapevole di poter cominciare a raccogliere qualche risultato anche in tempi rapidi. E l'ultima sfida del suo primo miniciclo lo opporrà a un'altra big «delusa» del football mondiale: un'Olanda che si è fermata al secondo posto del Mondiale 2010 e al terzo posto di quello 2014, fallendo in sequenza le qualificazioni all'Europeo francese e all'imminente rassegna iridata. «Sta ricostruendo come noi e dunque può darmi buoni messaggi per il nostro futuro», così il ct.

Gli Oranje hanno in comune con gli azzurri la squadra che ha negato loro il visto per la Russia: la solida Svezia che si è conquistata lo spareggio fatale agli azzurri proprio superando nel girone, vinto dalla Francia, la truppa del 70enne Dick Advocaat. Dimessosi a metà novembre dopo appena sei mesi per «lasciare spazio ai giovani in panchina». Il declino della Nazionale olandese corre parallelo a quello della Eredivisie, campionato finito dietro in Europa pure a quelli di Belgio, Turchia e Ucraina. E l'addio di gente del calibro di Robben sta complicando la risalita dell'Olanda. In attesa della crescita di Kluivert junior, figlio dell'ex attaccante del Milan, il reparto offensivo ha già iniziato un processo di ringiovanimento.

A Torino andrà così in scena un quasi nostalgico Italia-Olanda, big alla finestra mentre persino Panama e Islanda vivranno l'esperienza russa. Mancini snocciola la formazione anti-Oranje, sbagliando però un nome (Caldara invece di Rugani, ndr). Nella terza amichevole in otto giorni, cambiano ancora gli uomini, non il modulo (4-3-3) e la filosofia: giocare bene e, se si può, attaccando. Spazio in porta a Perin ma anche a Rugani. Jorginho giocherà la terza di fila da titolare (unico reduce degli undici schierati con la Francia), Belotti sarà la punta del tridente. «Abbiamo bisogno di tempo, ma non credo avremo problemi a fare gol perché abbiamo attaccanti forti e tecnici. ha chiosato il ct -. Quando avremo più sicurezza anche la difesa migliorerà».