Ecco la Signora di Tevez-Llorente

Brividi col Verona, ma ci pensano Carlitos e il primo gol del basco

Torino - Un tabellino marcatori di questo genere la Juventus lo aspettava dal 18 agosto, giorno della Supercoppa poi vinta contro la Lazio. Nel frattempo, la Signora ha comunque vinto spesso e volentieri pur avendo perso la testa della classifica dopo oltre 500 giorni. Ieri, finalmente, Marotta ha potuto sorridere a trentadue denti: dopo il gol di Cacciatore che aveva portato in vantaggio il Verona, infatti, il risultato è stato ribaltato grazie alle reti di Tevez e Llorente. Due dei tre nuovi acquisti: attaccanti, portatori di sogni e di gol. E se sull'Apache non ci sono mai stati dubbi, visto anche l'apporto immediatamente dato alla causa, sull'ex giocatore dell'Athletic Bilbao si stavano addensando nubi: due minuti soltanto giocati prima di ieri e la sensazione di essere finito nel dimenticatoio, non tenuto in considerazione nemmeno a metà settimana quando la Signora è stata fermata in Danimarca nell'esordio stagionale in Champions. Ieri, Conte ha deciso di osare: subito dentro il Re Leone, ovviamente a fare coppia con quell'altro. Risultato: Tevez ha giocato una partita mostruosa, impreziosita da un gol splendido, un doppio palo colpito e una continuità esagerata nel rendersi utile per tutti i compagni. Dal canto suo Llorente ha finalmente mostrato di potersi ritagliare uno spazio: discreto nelle sponde, bravo nel colpo di testa e autore appunto della rete che ha permesso ai bianconeri di portare a casa i tre punti. «Potrà e dovrà fare ancora di più - ha detto alla fine Conte -. Questo gol però gli deve servire per capire quanto sia importante lavorare per inserirsi nei nostri meccanismi».
Avanti, allora. Continuando a costruire per migliorarsi. Arrabbiandosi anche per il gol preso, però: come già a Copenaghen, in occasione di un calcio da fermo che ha trovato la difesa poco attenta. «Sta cominciando a diventare un'abitudine e non va bene - ha ammesso Conte -. In certe situazioni dobbiamo essere più attenti e cattivi». Fatto sta che, preso uno schiaffo appena dopo la mezzora, la Juve ha poi impiegato cinque minuti per riprendersi: palla in verticale di Bonucci, sberla all'incrocio di Tevez dopo che già Pogba si era visto respingere sulla linea da Cacia un colpo di testa a botta sicura. Di lì a poco, la giocata decisiva del match: cross di Vidal da destra, testa di Llorente e primo gol della sua carriera italiana sotto la curva più calda dello Stadium. «Mi aspettavo un inizio difficile - il commento del Re Leone -. Non è facile