Ed è già polemica su pista e soccorsi

Doriano Romboni, sei vittorie nel motomondiale negli anni '90, grande rivale di Capirossi e Biaggi in 250, ha trovato la morte a 44 anni, mentre a Latina partecipava, proprio con Biaggi, al Sic-Day, evento di beneficenza organizzato in ricordo di Marco Simoncelli per raccogliere fondi per la Fondazione che porta il nome del pilota scomparso due anni fa. Tutto è avvenuto sul piccolo circuito "Sagittario" in una gara motard (moto da cross con gomme slick). Ed è già polemica sia sulla pista che sui soccorsi. In gara c'era anche Danilo Petrucci, 23 anni, e il pilota ternano ha subito parlato di scene da minimoto. «Non arrivava l'ambulanza - ha raccontato -, il guidatore stava fermo e lontano dal punto dell'incidente, nonostante il pubblico lo bersagliasse di insulti. Una seconda ambulanza è arrivata con mezz'ora di ritardo, lo stesso elisoccorso non è stato tempestivo. Solo la rianimazione sul campo è stata velocissima».
Ma ecco l'incredibile dinamica della tragedia. La moto di Romboni è sbandata all'uscita della curva 12, attraversando il prato e finendo di nuovo in pista, in prossimità della curva 7. Gianluca Vizziello, il pilota investitore, non ha potuto evitarlo, centrandolo alla testa. «Non l'ho praticamente visto - racconta -, ho solo sentito un colpo fortissimo». Proprio la conformazione della pista scatenerà le altre polemiche: colpa del disegno, con tratti di pista opposti uno vicino all'altro, separati dal prato e senza reti. Così, quando un pilota scivola in un punto - come per Romboni - rischia di andare oltre il prato e ritornare in pista in un'altra parte.
Doriano è restato esanime, soccorso da Max Biaggi e dal telecronista Mediaset Guido Meda. «I soccorsi sono stati immediati - dirà il giornalista -, gli hanno praticato il massaggio cardiaco in pista per 11 minuti». E Biaggi, che in serata comunicherà il prosieguo della manifestazione oggi («per sostenere la famiglia di Doriano, aveva 3 figli»): «Mi sono fermato immediatamente quando l'ho visto a terra, ma non respirava. È pazzesco, siamo qui per ricordare un pilota ed è accaduto questo incidente...». L'elisoccorso è arrivato alle 14.05, decollando alle 14.22 verso l'ospedale Santa Maria Goretti. Il pilota spezzino vi è arrivato in condizioni disperate con un'edema cerebrale e varie fratture. Inutile il tentativo di rimuovere l'ematoma. Marco Melandri l'ha ricordato così: «Ha saputo farmi capire come si doveva correre, con il cuore». E Capirossi: «Rivale di mille battaglie, combattente con tanto cuore. Che tristezza, ti voglio bene».