Elliott, rivoluzione rossonera in due tempi: Fassone-Mirabelli "dimezzati" e tre colpi

Ridotte le deleghe all'ad, tutor per il ds: sul mercato chiesti acquisti di livello Sabato Scaroni presidente. Il nuovo Ceo con calma: Gandini più di Gazidis

Il Milan di Elliott è pronto a ripartire. Lo farà in due tempi per evitare di stravolgere la vita del club e di realizzare in corsa i cambi alla catena di comando. Scontato il primo tempo: da sabato 21 luglio l'assemblea convocata eleggerà il nuovo cda con Paolo Scaroni nominato presidente e l'ingresso ufficiale dei consiglieri in quota fondo americano (Tuil, Furlani e Sabelli i primi 3). Fassone e Mirabelli, per ora, sono destinati a restare: cambiare a pochi giorni dalla fine del mercato e con la preparazione pre-campionato in corso, sarebbe un grave azzardo e un trauma collettivo. Saranno ridotte le deleghe dell'ad rossonero che ha ricevuto nel mese di maggio, e per la qualifica di direttore generale, il prolungamento di contratto fino al 2021 (approvato dal cda), parificato a quello di Gattuso per la durata. È proprio questo il motivo del dissapore nato tra Fassone e Mirabelli, il cui contratto è invece fermo al 2020. Il ds ha chiesto ripetutamente che fosse prolungato anche il suo al 2021 ricevendo un rifiuto anche perché gli stessi cinesi, prima del clamoroso abbandono, avevano in mente di cambiare ds addebitandogli la responsabilità della mancata qualificazione in Champions.

Il ruolo di Fassone, quando verrà il secondo tempo, non sarà occupato da Ivan Gazidis, 53 anni, sudafricano, chief executive dell'Arsenal (uno stipendio da 2 milioni di sterline) il quale ha dichiarato ai suoi collaboratori più stretti di non avere intenzione di lasciare Londra e l'Arsenal proprio ora che si è liberato di Arsen Wenger, il dominus del club londinese. Nel calcio italiano gli ad stranieri (chiedere informazioni all'Inter) hanno fatto tutti flop. Con il no di Gazidis la scelta ricadrebbe su Umberto Gandini, attualmente alla Roma. È invece possibile che la figura di un esperto, col compito dichiarato di sorvegliare le mosse di Mirabelli sul mercato, arrivi nel giro di qualche giorno a casa Milan. E qui la candidatura più ricorrente è quella di Leonardo che in Brasile, ai suoi intimi, ha confidato di essere stato contattato dal nuovo Milan.

Che, con l'avvento di Elliott, sia cambiata la strategia sul mercato del Milan è un dato oggettivo. Il nuovo orientamento è il seguente: bisogna puntare su 2-3 acquisti di livello. E la nuova missione è stata ripetuta nel corso del colloquio con il ticket rossonero attuale avvenuto ieri l'altro a Londra. Perciò la pista Morata è tornata d'attualità così come è stato definitivamente congelata la trattativa col Sassuolo per la cessione (con diritto di recompra) di Locatelli.

Mirabelli è rientrato subito a Milano mentre Fassone si è fermato a colloquio con Singer per discutere degli altri temi sul tavolo: dal ricorso al Tas di Losanna fino al nodo dello stadio. A proposito dell'estremo tentativo di cancellare la perdita secca dell'Europa league, oggi la delegazione rossonera al completo si trasferirà in Svizzera per fare il punto con il pool dei legali schierati per l'occasione. L'audizione è fissata per le ore 14 di giovedì ed è probabile che si abbia notizia della decisione nella prima serata.