Euro '16 per la prima volta unisce l'Irlanda

L'Irlanda del calcio è una sola. Anzi, due. E per la prima volta entrambe, quella della Repubblica ovvero l'Eire e quella del Regno Unito ovvero l'Irlanda del Nord, arrivano assieme a una grande manifestazione, gli Europei del 2016, dopo il successo dell'Eire nei playoff contro la Bosnia-Erzegovina. Finora si erano alternate, lasciando in realtà scoperta gran parte delle edizioni di Eurioei e Mondiali che al via non avevano visto nessuna Irlanda, per la tranquillità di chi non ha mai saputo distinguerle, come quel presentatore di un noto programma sportivo che nel 2012 si vide correggere da Giovanni Trapattoni, allora ct dell'Eire, all'ennesima menzione della «sua Irlanda del Nord». L'incrocio è reso ancora più suggestivo dal fatto che ad allenare la squadra della Repubblica è un nordirlandese, Martin O'Neill, che fu capitano dei cugini del Nord ai Mondiali del 1982, quelli in cui la squadra passò il primo turno superando la Spagna padrona di casa con un gol di Gerry Armstrong su respinta corta del portiere Luis Arconada, una rete così famosa che il brano della relativa telecronaca (Arconada Armstrong) divenne il nome di una celebre fanzine. O'Neill era il bambino prodigio degli allenatori anni '90, con il suo Leicester City che vinse due Coppe di Lega, prima di guidare il Celtic. La storia dell'isola d'Irlanda, non solo nel calcio, è ovviamente contorta e turbolenta. La Repubblica come stato indipendente è tale dal 1948, ma fino al 1950 la nazionale chiamata Irlanda (e basta) era messa in campo dalla federazione nordirlandese, con sede a Belfast, con una confusione di ruoli tale che quattro giocatori parteciparono alle qualificazioni per i Mondiali di quell'anno indossando le maglie di entrambe. Dal 1953 in poi si dovettero adottare i due nomi tuttora in voga, per distinguere Eire da Irlanda del Nord. La contrapposizione politica curiosamente vale a tratti: nel rugby ad esempio, la divisione cessò quasi cento anni fa per non riproporsi mai più. E da sempre la nazionale del trifoglio include anche la provincia dell'Ulster, ovvero quella di Belfast. Ovviamente anche la religione - protestante il nord, cattolico il resto - ha fatto la sua gravosa parte, ma l'O'Neill ct nordirlandese, Michael, cattolico come il suo quasi omonimo, si è subito detto pronto a non considerare alcun elemento esterno nelle sue convocazioni, basandosi solo sul talento. Come immagine, l'Eire ha sempre goduto di simpatie universali, date dalla bonomia dei suoi tifosi e dal loro affacciarsi alla scena mondiale in un periodo in cui era ancora vivo il teppismo inglese, mentre l'Irlanda del Nord non se l'è quasi mai filata nessuno, in epoca poco televisiva, anche se proprio a Spagna '82 fece notizia per aver fatto esordire il più giovane giocatore di ogni tempo in un Mondiale, il 17enne Norman Whiteside, che poi fece una brillante carriera nel Manchester United. Ora il Nord torna sulla grande ribalta in un panorama mediatico del tutto diverso, in cui i suoi giocatori sono noti a molti per via delle dirette televisive e della militanza all'estero, e magari qualche simpatia tra i neutrali la raccoglierà anch'essa.