Euro 2016: alla scoperta delle avversarie dell'Italia di Conte

L'Italia di Conte farà il suo esordio, lunedì 13 giugno alle ore 21, contro il Belgio. Venerdì 17, alle ore 15, giocherà contro la Svezia di Ibrahimovic, mentre mercoledì 22, alle ore 21, affronterà l'Irlanda

L'Italia di Antonio Conte è pronta per l’Europeo. Gli azzurri faranno il loro esordio, lunedì 13 giugno alle ore 21, contro il talentuoso Belgio di Marc Wilmots. Il girone E, sarà completato dalla Svezia della stella Zlatan Ibrahimovic e dall’Irlanda tutto cuore di Martin O’Neill. Il raggruppamento è abbastanza impegnativo e servirà tutta l’esperienza dell’Italia per passare al turno successivo, magari come primi della classe. Tutte e tre le avversarie presentano diverse insidie: Conte lo sa e ha preparato tutto nei minimi dettagli perché vuole lasciare da vincente.

Il Belgio potrebbe essere una delle nazionali outsider di Euro 2016. La classe, la gioventù e il talento non mancano di certo alla nazionale belga che negli ultimi anni è cresciuta in maniera esponenziale. Eden Hazard, 25enne attaccante del Chelsea, è il capitano del Belgio ed è uno di quei calciatori in grado di fare la differenza. Come lui, Kevin De Bruyne, classe 91, giocatore in forza al Manchester City, è una delle stelle più luminose della squadra di Wilmots che può contare anche su gente del calibro del possente attaccante Romelu Lukaku, classe 93 appetito dalla Juventus, Dries Mertens del Napoli, Axel Witsel dello Zenit San Pietroburgo, Marouane Fellaini, del Manchester United, Radja Nainggolan della Roma, Thibaut Courtois, portiere del Chelsea, Jan Vertonghen, difensore classe 87 in forza al Tottenham, Thomas Vermaelen, difensore classe 85 del Barcellona, Mousà Dembele, classe 87 in forza al Tottenham e tanti altri ancora. Il Belgio, nonostante abbia perso per infortunio un pilastro come Vincent Kompany, ha tutte le carte in regola per andare avanti nella competizione e potrebbe anche essere una sorpresa. Attenzione anche ad altri 3 calciatori: Divock Origi, centrocampista offensivo del Liverpool classe 95, Yannick Ferreira Carrasco, classe 94 dell’Atletico Madrid, in gol nella finale di Champions contro il Real Madrid, Michi Batshuayi, classe 93, dell’Olimpique Marsiglia che piace al Chelsea di Conte.

Venerdì 17 è una data che solitamente non porta bene in Italia. La nazionale, proprio in quella giornata, affronterà la Svezia dell’ex conoscenza del calcio italiano: sua maestà Zlatan Ibrahimovic autore di 62 reti in 113 presenze con la nazionale svedese. Il ct Erik Hamren si affiderà al talento del fuoriclasse nato a Malmo per provare a passare il turno. Altri tre veterani sono il portiere classe 81, Isaksson che gioca nel Kasimpasa ed ha collezionato 128 presenze con la Svezia, il difensore, classe 85, ex Genoa, Andreas Granqvist. e Kim Kallstrom, classe 82, in forza al Grasshoppers. Ci sono poi i due “italiani” Pontus Jansson, difensore del Torino e Oscar Hiljemark, centrocampista del Palermo. Infine, un occhio di riguardo lo meritano anche i tre attaccanti Forsberg, classe 91, John Guidetti, classe 92 e Marcus Berg, classe 86. La Svezia ha un grande gruppo, è una nazionale coesa che fa della praticità il suo marchio di fabbrica. Ibrahimovic è la ciliegina sulla torta e l’uomo capace di cambiare le sorti del match con una sola giocata come fece in Italia-Svezia ad Euro 2004.

L’Irlanda di Martin O’Neill, sulla carta, sarà la squadra materasso del gruppo. Gli azzurri affronteranno la nazionale irlandese mercoledì 22 giugno alle ore 21. La stella della nazionale irlandese è senza dubbio Robbie Keane, 35 primavere alle spalle, che ha segnato 67 reti in 143 presenze con l’Irlanda. Altri due calciatori rappresentativi sono il capitano John O’Shea, ex United ora in forza al Sunderland e il centrocampista, classe 87, Shane Long in forza al Southampton dove gioca anche l’attaccante dell’Italia Graziano Pellè I punti di forza dell’Irlanda sono naturalmente la grinta, la corsa e la compattezza in campo. Gli azzurri si augurano di arrivare all'ultima partita del girone con almeno 4 punti per non rischiare di compromettere il passaggio del turno. Germania, Francia ed Inghilterra hanno avuto un girone più "facile", sempre sulla carta, rispetto ad Italia e Spagna ma sarà sempre e solo il campo a dare il suo verdetto definitivo.