EURODELIRI

Parte forte Raitre a tre quarti d’ora dal via. «Lo stadio è un catino», avverte l’idraulico Carlo Paris. «Sentiamo qual è l’humus del nostro ct», chiede a ruota il latinista Fabrizio Failla. Ed ecco Amedeo Goria, passato su Raiuno, intervista re Juan Carlos, uno chiede in spagnolo, l’altro risponde in italiano: meglio di Totò e Peppino. «Perderanno qualcuno, ma non voglio dire che si farà troppo male», prevede su Telelombardia Teodora Stefanova, neo presidentessa della Crusca. «L’ultima volta Italia e Spagna fecero uno zero a zero indirizzato fino alla fine» spiega l’enigmista Civoli, che gonfia il petto: «Ci temono». «La Spagna è la squadra più bassa, a livello proprio di altezza» chiosa Civoli. Che conclude il primo tempo con un involontario rigurgito nazionalista: «C’è Zambrotta altissimo». Si ricomincia. «Là davanti bisogna cambiare qualcosa», osserva Civoli. E l’altro: «Se non alziamo il ritmo, saranno dolori». Cassano sbaglia un lancio e Bagni: «Doveva essere totalmente più preciso». Che poi ringrazia Perrotta: «Ha dato tutto e questo noi ci soddisfa già». Supplementari. «Calma Giorgio» è l’invito personalizzato di Civoli a Chiellini. «Ci siamo anche noi», urla, dopo un’impennata di Di Natale, John Wayne Civoli, che invoca un gol di Toni, contandogli senza tregua i minuti di digiuno. «Di Natale è uscito leggermente dal campo» spiega misterioso Paris. «Quanti mezzi palloni a metà» dice col coltello tra i denti Bagni. «La Spagna va in semifinale» piange Civoli sul rigore decisivo di Fabregas. Sipario.

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