Eva rifiuta 1,5 milioni per fare pace con Mou

La Carneiro dice no all'offerta del Chelsea: vuole il reintegro e il portoghese in aula a scusarsi

di Tony Damascelli

Eva non si fa comprare. Eva vuole vedere in faccia José. Storia ideale per una soap opera televisiva. Eva Carneiro ha rifiutato un milione e mezzo di euro di risarcimento, chiede di essere reintegrata come responsabile medico del Chelsea, vuole che le vengano pagati i danni morali e quelli dovuti a una depressione psichica causata dagli insulti di Josè Mourinho, vuole soprattutto che il boss si manifesti in pubblico, davanti al giudice. Il fatto risale a un Chelsea-Swansea di Premier League, agosto scorso, il belga Hazard giace sul prato verde per un guaio muscolare, la Eva entra in campo, provvede alle cure del caso, si attarda nella visita del paziente illustre, Mourinho è su di giri e va fuori giri, abbandona la panchina, strepita, urla, agita le braccia, gli parte un figlio di, la Carneiro rientra al proprio posto con il muso lunghissimo, ha udito gli schiamazzi, li hanno uditi anche gli spettatori lungo la tribuna dello Stamford Bridge, lei tiene bassa la testa e recupera la panca.

La storia non finisce lì, Mourinho chiede e ottiene che la signora non segua più la squadra e che venga sostituita da un medico maschio: «Vada pure con la squadra giovanile o con quella femminile». Viene accontentato, tutto quello che vuole lo Special One è speciale e dunque va eseguito. La Carneiro tiene botta, si rivolge agli avvocati e presenta querela, denuncia il portoghese, la causa di lavoro le costa il posto, presenta le dimissioni, spontaneamente costretta. Il Chelsea cambia medico ma quando si presenta all'Old Trafford e contro il West Hame i tifosi di queste due squadre intonano canti volgari su Eva. Entrano in scena gli avvocati del Chelsea, Roman Abramovich, si dia un taglio, ecco la proposta: 1 milione e duecentomila sterline e il caso è chiuso. Niente da fare, Eva è dura e pura, vuole che Mourinho si presenti in tribunale, che spieghi, si giustifichi, confermi gli insulti. La tesi dei legali del portoghese è infantile, Mourinho avrebbe usato quelle parole, figlia di, più volte durante la partita, era teso, nervoso, l'episodio di Hazard era stato soltanto uno dei tanti, i calciatori del Chelsea lo sanno, spesso e volentieri il portoghese tracima ma non c'era alcun attacco sessista, alcun riferimento al mestiere della madre di Eva. Passi la prostituzione intellettuale ma quella stradale o in altri siti, no, please. Sarà dura questa partita, caro Josè.