Ex Inter e Juventus, Osvaldo: "Il calcio di oggi è una m..."

Osvaldo è tornato a parlare dell'addio al calcio: " Il calcio oggi è una merda, un freddo business e una dittatura del risultato. Nessuno pensa a come stai. Non potere uscire dopo una sconfitta, suonare la chitarra o bere una birra per me era assurdo"

Pablo Daniel Osvaldo ha detto addio al calcio giocato il primo settembre del 2016 ed è stato uno dei pochi ad essere molto felice della scelta fatta. L'ex attaccante di Boca Juniors, Inter, Roma e Juventus si è dato alla musica e ha semepre dichiarato di essere felice della scelta fatta e di non rimpiangere assolutamente di aver lasciato il calcio. Il 32enne di Lanus, che proprio domani compirà 33 anni è la voce solista dei Barrio Viejo, una band rock nata tre anni fa e che da qui al 2 febbraio farà tappa in varie città italiane tra cui Milano e Roma, il 18 e 19 gennaio.

Osvaldo, ai microfoni di Leggo.it ha rilasciato un'intervista in cui ha spiegato il perché abbia voluto lasciare il calcio: "Non ero più felice. Io sono uno che vive di sentimenti e impulsività, e nel calcio di oggi non c’è nessuna della due. Mi sentivo un numero, uno che doveva segnare perché se no veniva insultato. Ora sto da Dio anche se mi dicono che sono matto. Al Boca mi hanno mandato via per una sigaretta quando sapevano che fumavano tutti. Quella è stata la goccia, ma in realtà nel calcio devi vivere una vita che non è reale. Hai un prezzo, un valore e vivi di regole. Il calcio oggi è una merda, un freddo business e una dittatura del risultato. Nessuno pensa a come stai. Non potere uscire dopo una sconfitta, suonare la chitarra o bere una birra per me era assurdo. Per non tradire il calcio ho preferito lasciarlo".

Osvaldo ha poi parlato delle cose belle e brutte della sua carriera durata comunque oltre dieci anni: "Sono orgoglioso della carriera che ho fatto, ho giocato in grandi squadre. E poi ci sono anche uomini veri. Penso a Tevez, De Rossi e Heinze con le quali ho stretto molto. Poi ci sono i campioni in campo e fuori come Pirlo, Buffon e Totti. Ecco l’addio di Francesco è quello che di bello dovremmo prendere dal calcio. Chi mi ha deluso? Penso a Prandelli che mi ha escluso dal mondiale solo perché glielo dicevano i giornalisti, convocò Cassano quando invece lo meritavo io". Infine, l'ex attaccante argentino ha elogiato Conte e confermato di aver litigato con Mancini all'Inter: "Alla Juve ho avuto l’onore di essere allenato da Conte. Un grande, come Pochettino che però pensa troppo al calcio. A Milano ho litigato con Mancini, ma i media ingigantirono la cosa"